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Ci vediamo in Capanna…
Un libro presentato al Libraccio e una mostra al Binario Sette.
JLV

Capanna Monza 1920
Capanna Monza 1920

La Capanna è la Capanna Monza sotto il Resegone, realizzata nel 1911 dalla SAM, Società Alpinisti Monzesi, e ce ne parla Felice (Felicino) Camesasca venerdì 25 novembre 2011 alle 18 al Libraccio 2 in via Vittorio Emanuele. La distribuzione del libro è in esclusiva del Libraccio.
La mostra fotografica al Binario Sette, aperta purtroppo soltanto fino domenica 27 novembre, è realizzata dalla Pell e Oss ed espone, oltre ad altro materiale, tutta la documentazione fotografica riprodotta nel libro.

Questa documentazione è appunto di Felice Camesasca, il cui padre Alberto era stato uno dei soci fondatori della Sam, ed è amplissima e davvero estremamente interessante.
Vi sono illustrate tutte le fasi della vita della Capanna Monza, dal progetto originario, all'inizio della costruzione, alla sua inaugurazione il 18 giugno 1911, ai visitatori degli anni Venti e Trenta, alla distruzione da parte dei tedeschi durante la guerra, fino alla sua ricostruzione ed ampliamento.

E ancora prima il sentiero per Erve, poi diventato strada sterrata, scavata nella roccia e poi ancora, in anni recenti allargata a sbalzo sul precipizio ed asfaltata.
E ci sono tutti i documenti dell'epoca, dalle delibere del consiglio della Sam al regolamento predisposto nel 1910, alle regole per la segnaletica in montagna, ai custodi succedutisi nella gestione del rifugio. Nel 1924 la prima edizione della mitica Monza Resegone, e qui troviamo programma, regolamento e premi.

Nel 1927, per disposizione tassativa del governo fascista, tutte le associazioni alpinistiche furono obbligate a confluire nel CAI, Club Alpino Italiano (il Touring Club era diventato Consociazione turistica italiana, ma per il CAi era stato tollerato il termine club), e nel libro è riprodotta la lettera “dai toni garbatamente minacciosi”, scrive giustamente Camesasca, del presidente generale del Cai alla Sam, che ingiunge la sua aggregazione alla sezione briantea del Cai.
Erano tutti amanti della montagna ed amici, e la fusione fu accettata abbastanza di buon grado. Ma nel dopo guerra la Sam risorse.

Nei documenti ricorrono i nomi storici dell'alpinismo monzese, dall'inizio Novecento al periodo fra le due guerre, e qui nel direttivo del “nuovo” Cai troviamo Dino Bogani, presidente, Attilio Mariani, Napoleone Scandroglio, Massimo Faleschini, Battista Oggioni, Cesare Mascheroni, Alberto Camesasca, Battista Stucchi, Camillo Namiri, Antonio Passerini, Alessio Barzaghi, Aldo Fossati. Antonio Gambacorti Passerini entrò nella Resistenza e fu fucilato a Fossoli, Giovan Battista Stucchi fu membro del Comando generale del Corpo volontari della libertà è il suo libro di memorie “Tornim a baita” è stato ristampato e ripresentato due giorni fa in Sala Maddalena.

Ma si arriva quasi ai giorni nostri e vengono citati i diversi presidenti del Cai dopo Bogani: Luigi Peronetti, Enrico Tronconi, Carlo (Carletto) Schiatti, Rino Vismara, e i tanti che si sono prodigati per il Cai, da Gianvittorio Fossati Bellani a Pino (Pinone) Galimberti, Serafino Casati, Franco Gaiani e tantissimi altri.

Felicino Camesasca ha ottant'anni, è salito alla Capanna per il sentiero più dolce ma è sceso dal “praa di ratt” e, ci dice, “le conseguenze le ho sentite il giorno dopo”. E' salito dopo quarant'anni che non ci andava e, col magone, ricorda quelli che ci sono stati ed ora non ci sono più, e con questa nota di tristezza termina i suoi ricordi.

JLV


copertina
Allora.....
Ci vediamo in Capanna

Camesasca, Felice
Distribuzione Il Libraccio, 148 pagine, 16

A Monza al LIBRACCIO
on line  www.libraccio.it

La presentazione di questo libro fa parte di una serie programmata nella sede del Libraccio di via Vittorio Emanuele

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  24 novembre 2011