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Ma non è la BBC
Compagni di scuola: una fiction di Rai 2
di Mauro Reali

Consiglio a tutti la visione della fiction Compagni di Scuola, in onda il martedì su Rai 2, davanti alla quale mi sono addormentato la sera del 14 novembre.
Perbacco, mi sono detto: Kabul è caduta, si combatte alla morte a Kandahar, l'Italia sta per inviare i suoi soldati in Afghanistan…troverò un qualche dibattito – ancorché modesto – per capirne qualcosa di più.
Compagni di scuola

Macché! Lasciamo stare Mediaset, dove paga Pantalone; la Rai – che proprio ieri mi ha inviato i moduli di conto corrente postale per pagare il prossimo canone (senza ancora specificarne l'importo) – il 14 sera offriva in prima serata “Sanremo Giovani” su Rai 1 (con l'eterno Pippo Baudo), un'improbabile Italia-Polonia under 21 di calcio (neanche un fanatico come me riusciva a vederla…) su Rai 3, e la predetta fiction su Rai 2: non avendola mai vista, ho voluto provarne l'ebbrezza…e mi si è aperta la mente!
Che pirla – ho pensato fra me e me – che sono stato finora ! Ecco perché dopo tanti anni di insegnamento sono – come molti colleghi – un po' stanco, talora demotivato, economicamente insoddisfatto: non ho mai chiesto il trasferimento nel Liceo Sperimentale “Leopardi” (eppure ho insegnato nel 1989-90 al Classico “Leopardi” di Cinisello, prima che i tagli ministeriali lo facessero scomparire…).
Della fiction! In una moderna struttura vi sono infatti due sole classi, una elementare col maestro buonista e alternativo (che ci fanno i bambini in un liceo…lo sanno solo loro) e una liceale, formata da studenti-attori che sono all'apparenza più in età da laurea (o sono “vecchi” o sono truccati male); vi è una sola bidella, madre di due figli (uno alle elementari e l'altra al liceo, ovviamente), e i docenti – il cui aspetto si confonde talora con quello degli studenti – sono tra loro fratelli, amanti, oppure zii o sorelle dei propri allievi. Anzi, è proprio questo cocktail di relazioni umane il “sugo” della storia (ammesso che ve ne sia una), ove la più vistosa costante è il corteggiamento continuo da parte delle colleghe più carine nei confronti dei docenti maschietti un po' imbranati; e lo stesso avviene tra i ragazzi, ove le femmine – piuttosto “allupate” - conducono il gioco degli innamoramenti adolescenziali.
Pensa un po', mi sono detto: se insegnassi in una scuola del genere sarei davvero felice! Avrei di che tradire mia moglie senza troppo “sbattimento”, con la sola incertezza sulla collega da portarmi a letto; potrei – come fa il pur simpatico vice-preside Massimo Lopez – ballare il tango con la bidella; potrei portare i miei alunni ai concerti rock serali, come fa il maestro buonista… E se hai tutto ciò, compreso il fratello come collega, o la nipote come allieva, cosa puoi desiderare di più? L'aumento di stipendio? Bazzeccole! La ridefinizione dei profili professionali? Cazzate! Il riordino dei cicli? Meglio altro: sesso e rock and roll, pur – grazie a dio – senza droga!
Mentre fra me e me pensavo a tutto ciò Morfeo – che giustamente i Greci consideravano un dio importante – mi ha finalmente preso tra le sue braccia portandomi in un mondo diverso, quello del sonno e del sogno.
“I had a dream”: aule malconce, colleghi apatici e colleghe tutt'altro che “in caccia grossa”, studenti giovani, inquieti e maleducati…(ovviamente esagero: è solo un sogno non se ne abbiano a male i miei cari colleghi ed allievi). Mi sono alzato però più sereno, meno annoiato rispetto alla serata televisiva. Poi mi sono di nuovo incazzato: ho visto vicino al telefono i moduli di C.C. postale per pagare il prossimo canone… Non so cosa desse ieri sera la BBC; so che stando sulla Rai ho rimpianto – vedendo Massimo Lopez ballare il tango con la bidella – l'angoscia e il grottesco turbamento del maestro di Vigevano nel film interpretato da Alberto Sordi: ma chi ti offre pubblicità – oggi – a seguito di un film del genere?

Mauro Reali


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18 novembre 2001