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  Francis Ford Coppola
Un'altra giovinezza

regia di Francis Ford Coppola
Interpreti: Tim Roth, Alexandra Maria Lara, Bruno Ganz, André Hennicke.
Durata: 124 minuti.
USA, 2007

Aurelio Tagliabue


Alle soglie della II Guerra Mondiale, il professore rumeno Dominic Matei, a causa di un bizzarro evento che gli cambia la vita, è costretto a fuggire dal suo Paese. Vagherà attraverso la Romania e la Svizzera, raggiungendo anche l'isola di Malta e perfino l'India.

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Erano dieci anni che Coppola non presentava un nuovo film. Preso da altre attività (produce vino che si dice sia molto buono) e saltuario collaboratore della figlia Sofia, sembrava aver rinunciato all'idea di dirigere ancora. In realtà ad allontanarlo dal cinema è l'aria che si respira oggi a Hollywood, dove si punta ai blockbuster ed i film più che dalla creatività artistica sembrano nascere dall'incontro tra operazioni di marketing e l'utilizzo sempre più massiccio di effetti speciali ottenuti con il computer. Non che Coppola sia un conservatore, anzi il suo cinema è stato spesso innovativo spingendosi all'uso del digitale quando era ancora in forma sperimentale (“Un sogno lungo un giorno”), ma come egli stesso ha affermato, per realizzare una nuova pellicola doveva sentire il bisogno di dire qualcosa.

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Questa esigenza è nata dopo la lettura del romanzo dello scrittore rumeno e storico delle religioni Mircea Eliade, che ha lo stesso titolo del film. Significativa è senz'altro la scelta di girare a Bucarest con un budget che, per gli attuali standard hollywoodiani, può essere definito basso. Nel testo letterario Coppola ha trovato temi che gli sono cari e che già erano presenti in alcuni suoi film precedenti, a cominciare dal rapporto tra l'uomo e il tempo. Come non ricordare “Peggy Sue si è sposata”, nel quale la protagonista torna indietro nel tempo, con un salto di venticinque anni, o le affascinanti inquadrature di “Rusty il selvaggio” che mostravano il movimento accelerato delle nuvole, o delle lancette degli orologi? Il tempo è uno degli elementi che più si presta nel cinema di finzione alla manipolazione ed in quest'ultimo film Coppola ne ha approfittato.

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Nella storia di un anziano uomo, improvvisamente ringiovanito a causa di una scarica elettrica provocata da un fulmine, il regista quasi settantenne trova l'opportunità di riflettere sui cambiamenti provocati dal passare del tempo, sul grado di conoscenza che si può ottenere e sulla capacità creativa, oltre su come i sentimenti possano resistere nello scorrere degli anni. La scelta stilistica conseguente è quella della complessità, poiché l'impianto narrativo è fondato sulla confusione mentale del protagonista, al punto che lo spettatore ne risulta talvolta spiazzato, ma anche questo infonde al film un fascino particolarissimo.

Aurelio Tagliabue

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Cineforum PROCULTURA
Cinema Teatro Villoresi
Martedì 8 aprile 2008 ore 15.00 e 21.00
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  4 aprile 2008