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  Carlo Mazzacurati
La giusta distanza

regia di Carlo Mazzacurati
Interpreti: Giovanni Capovilla, Ahmed Hafiene, Valentina Lodovini, Giuseppe Battiston, Fabrizio Bentivoglio.
Durata: 106 minuti minuti.
Italia, 2007

Aurelio Tagliabue


In un piccolo paese alle foci del Po ha luogo la controversa relazione tra Hassan, meccanico tunisino, e Mara, giovane supplente. Testimone degli avvenimenti è Giovanni, un giovane aspirante giornalista, amico di Hassan, diviso tra i suoi sentimenti di amicizia e il dovere di cronaca.

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Anni fa mi capitò di assistere all'anteprima di un film di Carlo Mazzacurati, che prevedeva la sua presenza in sala. Terminata la proiezione, il regista venne introdotto dal conduttore della serata, che lo dichiarò disponibile a rispondere alle domande del pubblico. Come spesso accade ci fu un momento di imbarazzo e nessuno osava intervenire; allora Mazzacurati ne approfittò per dire che se non ci fossero state domande, lui sarebbe stato più felice. Al di là della battuta, che tra l'altro ruppe il ghiaccio e diede il via a parecchi interventi del pubblico, l'aneddoto svela il carattere di Carlo Mazzacurati, uomo schivo e a disagio sotto i riflettori. Si dice che il produttore di LA GIUSTA DISTANZA (Domenico Procacci) abbia litigato con lui una sola volta e non durante la lavorazione del film, ma per convincerlo a partecipare alla presentazione della pellicola durante la II edizione della Festa del Cinema di Roma.

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Forse è per questo che tra le sue opere migliori spiccano quelle ambientate nella provincia italiana, quella un po' dimenticata, dove la natura la fa ancora da padrona ed il paesaggio non è solo sfondo, ma elemento importante per tradurre in immagini un sentimento o anche solo una sensazione. Con questo film il regista padovano torna nella sua regione natale e nonostante il paese in cui è ambienta la vicenda sia immaginario, ritroviamo i luoghi già ricercati in “Notte italiana”, suo film d'esordio, e ne “L'estate di Davide”. Mazzacurati è abile nello sfruttare i paesaggi che la natura gli porge, perché prima di essere un creatore di immagini, è un osservatore; non solo della natura, ma anche della sua società. Quando si è allontanato dal presente ed ha sfruttato la letteratura (“Il prete bello” e “L'amore ritrovato”, rispettivamente da Parise e Cassola) ci ha regalato le sue prove meno convincenti, ma quando il suo sguardo si posa sull'oggi, per quanto il punto di vista possa apparire marginale, riesce sempre a cogliere particolari e situazioni che rendono i suoi film ricchi e profondi.

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Forse il suo segreto sta proprio nello scegliere la giusta distanza, cioè, per dirla con parole sue, “quella che ti permette di osservare le cose con la giusta prospettiva senza farti troppo coinvolgere e al tempo stesso senza essere troppo distante, freddo e razionale”. Infatti quante cose questo film ci mostra dell'Italia di oggi, di noi e del nostro modo di vivere. Il regista dice di essere partito da uno “squilibrio emotivo, un'insofferenza” ed è arrivato molto lontano. Se Mazzacurati non ama parlare in pubblico, i suoi film lo fanno per lui e questo appartiene ai veri artisti.

Aurelio Tagliabue

Cineforum PROCULTURA
Cinema Teatro Villoresi
Martedì 1° aprile 2008 ore 15.00 e 21.00
clic...    la locandina del film
clic...    trailer con intervista a Carlo Mazzacurati
clic...    la programmazione 2007-2008







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  28 marzo 2008