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  Cristian Mungiu
4 mesi, 3 settimane, 2 giorni

regia di Cristian Mungiu
Interpreti: Anamaria Marinca, Laura Vasiliu, Vlad Ivanov, Alex Potocean, Luminita Gheorghiu.
Durata: 113 minuti minuti.
Romania, 2007

Aurelio Tagliabue


Romania, 1987. Otilia et Gabita, due studentesse universitarie, si trovano a vivere una rischiosa circostanza. Gabita è incinta ma è decisa a non portare avanti la gravidanza nonostante interromperla sia illegale. Per aiutarla, Otilia si mette in contatto con il sig. Bebe, un uomo che può risolvere il problema. Palma d'Oro al Festival di Cannes 2007.

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La conquista della Palma d'oro di 4 MESI, 3 SETTIMANE, 2 GIORNI all'ultimo Festival di Cannes sembra il lieto fine di una favola, che inizia in una Romania appena uscita dal regime comunista e che ha come protagonista il giovane Cristian Mungiu, che allora cominciava a lavorare nel mondo del cinema come aiuto regista. In quegli anni la cinematografia rumena era pressoché ignorata all'estero e pesantemente condizionata da difficoltà economiche. Tutto ciò non impedì a Mungiu di portare avanti i suoi progetti ed il suo film d'esordio Occident (2002) venne selezionato per la “Quinzaine des realizateurs” a Cannes.

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Sarebbe stato difficile anche per lui, immaginare che qualche anno dopo nella stessa circostanza si sarebbe aggiudicato il premio principale. Non è una favola invece e non ne ha certo la lietezza la storia che il film racconta, anche per questo la Palma d'oro è arrivata inaspettata. Ambientato nella Romania del 1987, 4 MESI, 3 SETTIMANE, 2 GIORNI ha come protagonista una giovane donna che ha deciso di interrompere la propria gravidanza. Dal 1966 il regime di Ceausescu aveva proibito l'aborto, in ossequio ad un programma di espansione demografica caro al dittatore comunista. Le conseguenze furono un forte incremento demografico ed il diffondersi della pratica clandestina, che ha portato, secondo stime non ufficiali, alla morte di circa novemila donne nel periodo che va dal 1966 al 1989, anno della caduta del regime.

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Con un taglio concreto, che a tratti ricorda lo stile neorealista, Mungiu racconta il travagliato percorso che la giovane Gabita compie, per arrivare ad abortire. Nulla viene risparmiato allo spettatore: il ricorso a persone prive di ogni scrupolo, il bisogno di assoluta segretezza, l'impegno economico, le sofferenze fisiche e quelle psicologiche, la consapevolezza dell'illegalità che preoccupa più della questione morale. Anche se la storia narrata dal film è circoscritta ai casi personali di Gabita e dell'amica Otilia che la sostiene e accompagna, le atmosfere cupe, il senso di pericolo che incombe, la freddezza che regna nei rapporti umani ci dicono chiaramente che la volontà del regista è quella di parlarci del suo Paese, di quegli anni difficili. Perché allora utilizzare il racconto di un aborto clandestino?

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Mungiu nelle interviste ha ammesso un coinvolgimento personale in una storia simile e che quando, a distanza di anni, la lavorazione del film gli ha dato occasione di parlarne con altre persone, ha scoperto che molti avevano vissuto identiche esperienze, il tutto in assoluta segretezza. Anche questo succedeva nella Romania del 1987.

Aurelio Tagliabue

Cineforum PROCULTURA
Cinema Teatro Villoresi
Martedì 19 febbraio 2008 ore 15.00 e 21.00
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  15 febbraio 2008