
Il segreto di Esma
regia di Jasmila Zbanic
con Mirjana Karanovic, Luna Mijovic.
Durata: 90 minuti.
Austria/Bosnia Erzegovina/Croazia/Germania, 2005
Aurelio Tagliabue
Esma, che vive nella Sarajevo postbellica, lavora in un locale notturno per guadagnare i soldi necessari per pagare gli studi alla figlia Sara, anche se la scuola ha emesso un'ordinanza per cui i figli degli eroi di guerra possono frequentare senza pagare. Quando la bimba scopre di non essere inclusa nella lista degli orfani comincia ad insistere per conoscere la verità sulla morte del padre...
Orso d'oro e Premio della Giuria Ecumenica al Festival di Berlino 2006.
Sono tanti i registi cinematografici che hanno raccontato la guerra, mostrandocela sotto i più svariati punti di vista. È invece più raro trovare film nei quali si narra il dopoguerra, ovvero il momento nel quale le ferite, anche quelle non visibili, non si sono ancora rimarginate. Jasmila Zbanic ci è riuscita con IL SEGRETO DI ESMA. Questa regista, oggi trentatreenne, ha avuto la disgrazia di passare la sua giovinezza a Sarajevo, durante gli anni della guerra. Viveva vicino a Grbavica, uno dei quartieri più martoriati dal conflitto e teatro di inaudite violenze; insomma dalla finestra di casa sua poteva seguire i combattimenti. Questo però appartiene al passato, di cui il film non mostra nulla, pur facendo capire come questo passato non sia lontano, sepolto e superato, ma ancora capace di incidere sulle esistenze quotidiane di chi è sopravvissuto.
È il caso di Esma, giovane donna di Grbavica appunto, che si ritrova ad affrontare le difficoltà che la vita le pone, per garantire un futuro migliore alla figlia adolescente, alle prese con i problemi di quella età, a cominciare dall'assenza del padre (quel segreto a cui il titolo italiano maldestramente allude). La vicenda di Esma è chiaramente un pretesto per raccontare la Sarajevo postbellica, i suoi umori e le sue paure, lo strascico di quattro anni di guerra che hanno distrutto vite umane, edifici, rapporti sociali ed equilibri economici. Il titolo originale scelto dalla regista è infatti Grbavica.
Girato da una donna, il film può essere anche letto come una storia tutta al femminile, poiché il principale personaggio maschile, colui che ha dato una figlia ad Esma, è letteralmente assente. Così mentre assistiamo ai piccoli scontri quotidiani tra madre e figlia, non possiamo non riflettere sul peso portato da queste donne durante la guerra e ancora oggi. Lo vediamo fin dalla prima sequenza, che ci mostra una seduta terapeutica collettiva per donne vittime dello stupro etnico.
Merito di aver valorizzato un film che presenta una tematica così impegnativa e che i mass media sembrano aver rimosso, dopo l'ubriacatura di notizie dal fronte bellico, è del Festival di Berlino, sempre pronto a dare il giusto riconoscimento a pellicole dai forti contenuti. Nel 2006 IL SEGRETO DI ESMA si è aggiudicato l'Orso d'oro, motivo più che legittimo per consentire al film un lancio internazionale; ma vale la pena ricordare che in Serbia nessuno ha avuto il coraggio di proiettarlo ed è circolato solo in copie pirata.
Aurelio Tagliabue
Cineforum PROCULTURA
Cinema Teatro Villoresi
Martedì 15 gennaio 2008 ore 15.00 e 21.00
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11 gennaio 2008
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