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  Vittorio Moroni
Le ferie di Licu

regia di Vittorio Moroni
con Md Moazzem Hossain Licu, Fancy Khanam, Giulia Di Quillo, Khokan Miah, Anwar Khan, Andrea Wu.
Durata: 93 minuti
Italia, 2007
Aurelio Tagliabue


Licu è nato in Bangladesh, è musulmano, ha ventisette anni e abita a Roma da sei, in una casa in affitto con altre otto persone. Riceve da sua madre la foto di una ragazza di diciotto anni, Fancy che è la sposa che la sua famiglia ha scelto per lui. Licu ottiene solo quattro settimane di ferie non pagate per andare in Bangladesh e organizzare il matrimonio con una persona che non conosce.


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C'è stato un tempo in cui il nostro cinema sapeva mostrare la realtà, anche nei suoi aspetti meno piacevoli; mentre alcuni politici storcevano il naso, quelle pellicole venivano apprezzate in tutto il mondo. Oggi si ritiene che altri, più immediati e diretti, debbano essere i mezzi da utilizzare per questo fine. LE FERIE DI LICU è la dimostrazione del contrario e forse una piccola rivincita del mezzo cinematografico, che non solo racconta la realtà ma ci consente di riflettere su di essa partendo da un punto di vista inconsueto.

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Ignorando la linea di demarcazione esistente tra film di finzione e documentario, il valtellinese Vittorio Moroni più che narrare sembra osservare la vita del bengalese Licu, uno dei tanti, sono più di trentamila, che in Italia ha trovato lavoro ed ha inseguito e forse raggiunto un buon livello di integrazione. Lavoratore instancabile, espansivo ed amabile nei rapporti con chi gli sta intorno, il ragazzo ostenta la sua occidentalizzazione per mezzo di un vistoso ciuffo alla Elvis Presley ed affronta con atteggiamento fiducioso i piccoli problemi quotidiani. L'arrivo di una lettera nella quale i suoi genitori lo informano di aver scelto la ragazza che potrebbe diventare sua sposa, rimette in discussione la sua vita ed il suo apparente equilibrio. Quello che ne consegue e che volutamente evito di raccontare, è qualcosa che porterà lo spettatore occidentale a considerare il problema degli immigrati e della loro integrazione secondo una prospettiva nuova.

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Il film ha il pregio dunque di immergerci in una situazione veritiera di cui sappiamo poco, ma che non è neppure facile conoscere e lo fa esibendo una povertà di mezzi tecnici, che assume il ruolo di cifra stilistica, senza impedire il coinvolgimento di chi guarda. Lontano dai clamori pubblicitari e festivalieri, anche a causa dell'operazione produttiva totalmente autarchica, LE FERIE DI LICU ha saputo imporsi all'attenzione del pubblico e dei media, diventando un piccolo “caso” e recuperando quella capacità che il cinema ha, ma in Italia rischiamo di dimenticarcene, di rappresentare e descrivere problematicamente la realtà. Il merito è del regista, che è partito dal presupposto di conoscere e capire, più che di spiegare.

Aurelio Tagliabue

Cineforum PROCULTURA
Cinema Teatro Villoresi
Martedì 6 novembre 2007 ore 15.00 e 21.00

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  3 novembre 2007