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  Florian Henckel
Le vite degli altri

regia di Florian Henckel von Donnersmarck
con Martina Gedeck, Ulrich Mühe, Sebastian Koch, Ulrich Tukur, Thomas Thieme.
Durata: 137 minuti
Germania, 2007
Aurelio Tagliabue


Germania Est primi anni Ottanta. Il drammaturgo Georg Dreyman e la sua compagna, l'attrice Christa-Maria Sieland, sono considerati tra i più importanti intellettuali del regime, malgrado non siano sempre allineati con la linea del partito. Un giorno il ministro della cultura assiste ad uno spettacolo dell'attrice, se ne incapriccia e chiede agli agenti della Stasi, di avvicinare la coppia…

Le vite b

In questi ultimi anni la cinematografia tedesca si è spesso ispirata al proprio passato storico. Film come Rosenstrasse, La caduta o La rosa bianca hanno rievocato i terribili anni del nazismo, mentre Goodbye Lenin raccontava la Germania comunista e la sua trasformazione dopo la caduta del Muro. La nuova generazione di cineasti sembra voler colmare la lacuna lasciata aperta dai suoi predecessori, che avevano rimosso (consapevolmente?) argomenti scomodi, con le consuete ed importanti eccezioni, il Fassbinder de Il matrimonio di Maria Braun in primis.

Le vite c

Tuttavia la vera sorpresa sta nel consenso che queste opere hanno suscitato nel pubblico di casa, desideroso di ricordare e capire, ma non solo in esso. Infatti LE VITE DEGLI ALTRI è stato premiato a Hollywood con l'Oscar per il miglior film straniero, pur non avendo nulla di hollywoodiano. Ambientato nella Germania Est degli anni Ottanta, esso, attraverso le vicende personali di un membro della Stasi, la polizia segreta, ricrea le atmosfere di un periodo in cui le relazioni umane e sociali, nonché i gesti più comuni e quotidiani, risentivano del clima soffocante ed intimidatorio imposto dal regime. Con questo non si deve pensare ad un pamphlet politico.

Le vite d

Lo spettatore viene coinvolto da una storia avvincente, con momenti di vera suspance sapientemente inseriti nella narrazione. La vera carta vincente sta però nella scelta del protagonista: l'agente HGW XX/7, un uomo dalla vita anonima, fredda e priva di affetti, che svolge con scrupolo e convinzione il suo lavoro di membro della Stasi. Una missione molto particolare, ma svolta con il consueto zelo, incrinerà le sue certezze e porterà una svolta nella sua squallida esistenza. Una vicenda molto particolare di un uomo che, rapportato al contesto storico e politico in cui vive, potremmo definire comune e rappresentativo di un'epoca e di un clima.
Un plauso infine a Ulrich Mühe, l'attore protagonista, che dopo un'onesta carriera è giunto grazie a questo film alla notorietà internazionale, ma che, “come in un libro scritto male”, ci ha lasciati lo scorso luglio a causa di una malattia incurabile.
Le vite e

Aurelio Tagliabue


Cineforum PROCULTURA
Cinema Teatro Villoresi
Martedì 16 ottobre 2007 ore 15.00 e 21.00

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  13 ottobre 2007