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Il Referendum del 7 ottobre
I contenuti della legge di cui il referendum chiede l'approvazione
a cura di Sandro Invidia

Ecco in concreto le principali novità che introduce la legge costituzionale su cui siamo chiamati a votare il 7 ottobre.

PIÙ AUTONOMIA ALLE COMUNITÀ LOCALI E REGIONALI
Il nuovo articolo 1 della Costituzione stabilisce che la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città Metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato, con pari dignità e con ambiti riconosciuti di autonomia. Niente più leggi statali che invadono le competenze locali e regionali, niente più controlli formali sugli atti delle regioni e degli enti locali.

ROMA CAPITALE
Viene conferito alla città di Roma lo status di “Capitale della Repubblica”, con la possibilità di un ordinamento speciale.

PIÙ POTERE ALLE REGIONI
Viene capovolta la logica della ripartizione di competenze tra Stato e regioni:
lo Stato mantiene potestà legislativa esclusiva in un limitato numero di materie (esteri, interni, difesa, tesoro e finanza, giustizia, ambiente e beni culturali);
in alcune materie (lavoro, istruzione, ricerca scientifica, salute, sport, territorio, reti di trasporto, comunicazione, energia) le regioni hanno una potestà legislativa concorrente con quella dello Stato, cui spetta il compito di stabilire unicamente i principi fondamentali;
in tutte le restanti materie (tra le altre: formazione professionale, turismo, industria, artigianato, commercio, agricoltura, viabilità, trasporti pubblici), le regioni hanno potestà legislativa esclusiva, con il solo vincolo di attenersi alla Costituzione.

UN TRAGUARDO UGUALE PER TUTTI, CON VELOCITÀ CHE POSSONO DIFFERENZIARSI
In un Paese così fortemente centralizzato come l'Italia, il federalismo è un processo. Ogni regione a statuto ordinario, sentiti gli enti locali, può proporre al Parlamento di assumere la potestà legislativa esclusiva in tutte le materie di legislazione concorrente, comprese istruzione e sanità, oltre che nell'organizzazione della giustizia di pace, nell'ambiente e nei beni culturali. Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Trentino Alto Adige/Sudtirol (suddiviso nelle Province Autonome di Trento e Bolzano), Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste rimangono Regioni a statuto speciale.

SCUOLA E SANITA'
Cosa cambia in concreto per i cittadini? A tutti è assicurata la stessa qualità dei servizi dal momento che la determinazione dei livelli essenziali da garantire su tutto il territorio nazionale è di esclusiva competenza della legislazione dello Stato. Ma ogni regione potrà differenziare in piena autonomia la loro organizzazione e le modalità per la loro erogazione.

IMMIGRAZIONE E SICUREZZA
Sono di competenza dello Stato, ma la legge deve stabilire forme di coordinamento con le regioni e con gli enti locali che sono già responsabili per tanti aspetti che concorrono a determinare sicurezza e convivenza di una comunità.

IL FEDERALISMO FISCALE E LA SOLIDARIETÀ NEI CONFRONTI DELLE REGIONI PIÙ DEBOLI
“I Comuni, le Province, le Città Metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa". Così inizia il nuovo articolo della Costituzione che consente agli enti locali di stabilire e applicare tributi propri, oltre a poter partecipare al gettito di tributi erariali riferibili
al loro territorio. Lo Stato, però, non esce di scena: ad esso è affidato il compito di istituire un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante. Lo Stato può intervenire anche destinando risorse aggiuntive e attuando interventi speciali.

UN'AMMINISTRAZIONE PIÙ VICINA AI CITTADINI
Il potere amministrativo è affidato in primo luogo al comune. Deve essere favorita l'autonoma iniziativa dei cittadini singoli o associati per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.

PIÙ SPAZIO ALLE DONNE NELLE ISTITUZIONI
La riforma attribuisce alle leggi regionali il compito di promuovere piena parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.

UN SÌ PER ANDARE AVANTI SULLA STRADA DEL FEDERALISMO
Il progetto delle destre creerebbe una situazione di permanente instabilità costituzionale, costringendo il Parlamento a tornare sui suoi passi. Quello che occorre è invece completare la riforma federalista della Costituzione con i seguenti obiettivi, come propongono gli amministratori del centrosinistra:
la trasformazione del Senato attuale in Senato federale, con un numero ridotto di componenti eletti direttamente e competenze differenziate rispetto alla Camera;
la riduzione del numero dei componenti la Camera dei deputati;
l'ampliamento da quindici a venti dei componenti la Corte Costituzionale, eletti per un quarto dal Senato federale.


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 28 settembre 2001