prima pagina pagina precedente salva il testo


ELEZIONI POLITICHE 2001
Ulivo: si poteva vincere,
si puņ ancora vincere !
Franco Achille

"L'Italia sceglie l'Ulivo, mercati alle stelle" : era il titolo de Il Sole 24 ore all'indomani del voto che sancì la vittoria dell'Ulivo nel 1996. Altri tempi! Questa volta invece l'Ulivo ha perso.
Ho ripreso quel titolo prima di tutto per sottolineare la differenza di comportamento della Borsa italiana in questa occasione (+ mezzo punto e poi perdite continue), ed inoltre perché l'Ulivo avrebbe potuto fare il bis, se solo l'avesse voluto, ed Il Sole 24 ore sarebbe verosimilmente uscito con un titolo analogo.

Invece niente di tutto questo. I vertici dei partiti del centrosinistra hanno preferito perdere, hanno preferito giocare d'azzardo e lasciare ad altri una vittoria che era tranquillamente a portata di mano. Non è una provocazione, e ve lo dimostro con i numeri. Partiamo dal dato nazionale e via via scendiamo al dato monzese.

Elezioni del Senato. Ulivo: 39,2% (nel '96: 41,3% con Rifondazione Comunista); Casa delle Libertà (con Lega Nord): 41,3% (nel 96 i due partiti - divisi - sommavano 47,7%). Oggi l'Ulivo e R.C. insieme avrebbero vinto con il 44,2%. E se sommiamo anche la lista Di Pietro arriviamo addirittura al 47,6%.

Elezioni della Camera-Uninominale:Ulivo: 43,7% ; Lista Di Pietro:4,1%; Casa delle Libertà:45,4%.
Quindi l'Ulivo e la Lista Di Pietro (Italia dei valori), avrebbero avuto la maggioranza, se non altro dei voti, con il 47,8%.

Al proporzionale si registrano le perdite secche dei D.S. e di R.C. che perdono rispettivamente 1,7 milioni di voti e 1,3 ( ma i Comunisti italiani sono a 0,6 quindi la perdita netta si riduce a 0,7 ) La Margherita guadagna rispetto al 96 (dati aggregati) 1,2 milioni di voti e la Lista Di Pietro è al 3,9%. In totale fanno 16,4 milioni di voti pari al 35%. Non avremmo vinto ugualmente, ma le perdite sarebbero state limitate essendo la CdL a 18 milioni di voti.

In Lombardia l'Ulivo ha raccolto esattamente gli stessi voti del 1996 : 1,9 milioni di voti, che sommati a R.C. e lista Di Pietro portano il totale a 2,38 milioni di voti.
La CdL passa dai 3,2 milioni di voti che aveva conquistato nel '96 (sommando i voti della Lega Nord) ai 2,56 milioni di voti attuali. Una vittoria per la CdL?

Vediamo la situazione a Monza.
La CdL al Senato perde il 10% (47,17% contro il 57,1%), ed alla Camera perde il 9% (51,7% contro il 60,7%). Una vittoria?
L'Ulivo guadagna alla Camera (38,10% contro il 37,1%) e perde qualcosa al Senato (35,1% contro il 36,7%). Sostanzialmente una conferma dei voti del 1996.
Nel conteggio proporzionale, i partiti che si riferiscono all'Ulivo, con Di Pietro, sommano il 40,2% (nel '96 erano al 36%), mentre i partiti che si rifanno alla CdL sommano il 55% (nel '96 erano, con la lista Sgarbi, al 63%).

Con questi numeri è molto probabile che l'Ulivo, unito, avrebbe vinto a livello nazionale anche in questa tornata elettorale. C'è qualche dirigente di partito che non lo sapeva?
I vertici dei partiti invece (e intendo principalmente Rifondazione Comunista, D.S. e Lista Di Pietro, a parità di (ir)responsabilità) si sono arrogati il diritto di regalare il Paese alle Destre, perché hanno voluto giocare a chi metteva più steccati. Noi cittadini elettori, più che andare a votare Ulivo non potevamo fare.
Le Destre invece, come abbiamo visto dai numeri, non hanno fatto altro che imparare la lezione del 1996 e vincere laddove avrebbero perso.

Ora, chi ci ridarà il Paese così come lo lasciamo oggi? Parlo dei parchi che verranno cancellati, dei litorali che verranno selvaggiamente cementificati, della Sanità pubblica che verrà smantellata (ospedali, ricerca medica, lotta alle sofisticazioni alimentari, agli o.g.m., eccetera), della Scuola pubblica che sarà snaturata, della Previdenza pubblica che passerà in mano ai privati, del mondo del lavoro che dovrà subire l'attacco più feroce dal 1969 ad oggi, dell'informazione pubblica che, in mano alle Destre, cercherà di nascondere tutto.
Fra cinque anni il Cavaliere se ne andrà, senza pagare penali, che d'altra parte non erano previste nel suo contratto con gli italiani che lo hanno votato, ma dopo cinque anni di saccheggio, cosa lascerà? Di questo sono responsabili le Direzioni nazionali dei partiti del centrosinistra. E' grazie a loro che abbiamo perso.
Se vogliamo smetterla di perdere e ridare impulso e vita a milioni di italiani stanchi, dobbiamo recuperare i valori unitari dell'Ulivo. Poco giova che la Margherita ora guardi ai DS senza complessi di inferiorità, se entrambi sono stati relegati nello scantinato del Potere.
La vittoria era, è e sarà nostra per molto tempo, se uniremo le nostre forze. Uniamoci, vinciamo, chiudiamo le porte e poi, ma solo poi, scanniamoci. Da vincitori, non da perdenti.
Il nostro interesse è di vivere e lavorare in una società libera, giusta, sana ed in un ambiente tutelato. Non debbono i partiti rispondere agli interessi del loro elettorato? Ed allora cosa aspettano a mettere in moto processi di unificazione per il raggiungimento dei comuni obiettivi? Dobbiamo fondare noi dalle periferie il Partito dell'Ulivo?
Suggerisco a Monza di prendere almeno due tessere di partito (o tre, per chi può), partecipando nei limiti delle proprie possibilità alle differenti riunioni e portando la propria voce unitaria nelle varie associazioni. E alla domanda: ma tu di che partito sei? Risponderemo: Ulivo. Se lo faremo tutti, sarà più facile sviluppare fra noi momenti di convergenza piuttosto che momenti di rivalità, e avremo gettato il seme di quello che a mio giudizio è l'obiettivo da raggiungere, e cioè il Partito unico del Centrosinistra che raggruppi tutti i vecchi partiti del Centrosinistra, senza alcuno steccato.
Prima cominceremo e prima ridaremo una speranza a noi stessi e a tanti ex elettori delusi e potremo prepararci a ricostruire il Paese, quando il Cavaliere ce ne restituirà i resti.

Franco Achille
afranco@galactica.it




28 maggio 2001