prima pagina pagina precedente salva il testo


ELEZIONI
Per qualche voto in pił
Chi non vota, vota Berlusconi



Potrebbe sembrare terrorismo politico, qualcuno potrebbe offendersi, ma purtroppo è proprio così.
Chi non vota, vota per Berlusconi. E vota per Berlusconi chi, al maggioritario, vota per un altro partito che non sia l'Ulivo.

Bobbio ha scritto:
E' necessario battere col voto la cosiddetta Casa delle libertà. Destra e sinistra non c'entrano: è in gioco la democrazia.
Berlusconi ha dichiarato di voler riformare anche la prima parte della Costituzione, e cioè i valori fondamentali su cui poggia la Repubblica italiana. Ha annunciato una legge che darebbe al Parlamento la facoltà di stabilire ogni anno la priorità dei reati da perseguire. Una tale legge subordinerebbe il potere giudiziario al potere politico, abbattendo uno dei pilastri dello Stato di diritto.
.................................
A coloro che, delusi dal centrosinistra, pensano di non andare a votare, diciamo: chi si astiene vota Berlusconi. Una vittoria della Casa delle libertà minerebbe le basi stesse della democrazia.

Eco ha scritto:
..................................
Contro l'instaurazione di un regime di fatto, contro l'ideologia dello spettacolo, per salvaguardare nel nostro Paese la molteplicità dell'informazione, consideriamo le prossime elezioni come un Referendum Morale a cui nessuno ha diritto di sottrarsi.
Questo sarà per molti un appello a mettersi una mano sulla coscienza e ad assumersi la propria responsabilità.
Perché "nessun uomo è un'isola... Non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te."


Qualcuno forse ritiene che i passati governi del Centrosinistra abbiano fatto una politica troppo di sinistra, altri che invece siano stati troppo al centro.
Qualcuno può aver ritenuto moralmente inaccettabili i bombardamenti della Serbia.
Qualcuno può ritenere che sia stato un tragico errore il "riciclaggio" del Cavaliere ai tempi della bicamerale, con la rinuncia ad una regolamentazione seria del conflitto di interessi e la sordina alle inchieste giudiziarie.
Qualcuno attribuisce alle lotte intestine, alle ambizioni, al cannibalismo politico il susseguirsi di tre premier in una sola legislatura.
Qualcuno può ritenere intollerabili le decisioni verticistiche, degne del manuale Cencelli, con cui sono stati assegnati i collegi elettorali.

Ma i meriti dei governi del Centrosinistra, da Prodi a D'Alema ad Amato, sono grandissimi.
Il risanamento dell'economia nazionale, dopo decenni di allegra amministrazione, è stata una impresa che ha dell'incredibile, ed ha consentito l'ingresso dell'Italia nell'Unione monetaria europea. Ha consentito all'Italia di rimanere in Europa invece di scivolare ineluttabilmente fra i paesi del Terzo Mondo. Ha contribuito alla creazione di 1.500.000 nuovi posti di lavoro. L'abolizione dell'IRPEF sulla prima casa, oltre a un consistente risparmio per le famiglie, ha consentito ad alcune centinaia di migliaia di contribuenti di non presentare la dichiarazione dei redditi. La quale dichiarazione è stata semplificata con la messa a disposizione da parte del Ministero delle Finanze di un programma on line che facilita la compilazione e ne consente la stampa diretta, senza moduli particolari. Da due anni a questa parte le dichiarazioni vengono immediatamente controllate ed ai contribuenti viene inviata una civilissima comunicazione con la quale li si informa che la loro dichiarazione era corretta; i rimborsi dei credito sono stati accelerati. L'auto certificazione consente importanti risparmi di tempo ed anche di denaro. E poi l'abolizione del bollo sulle patenti, l'abolizione dei ticket sui medicinali, la liberalizzazione degli orari dei negozi, il prestito d'onore per i giovani, i computer per gli studenti.

Ma oggi non si tratta di valutare quanto di buono o di meno buono abbia fatto il Centrosinistra, ora si tratta di scegliere i valori fondamentali: se vogliamo o non vogliamo rimanere una nazione democratica. Se sceglieremo giusto, avremo tempo dopo di batterci, dall'interno o dall'esterno dei diversi partiti, per un rinnovamento ed un miglioramento ulteriori. Altrimenti no.

Ed il risultato di questa competizione elettorale, di questo Plebiscito Morale, come dice Eco, dipende in larga misura da quello che decideranno di fare coloro che sono incerti fra il voto e l'astensione. Buon voto.

Franco Isman
franco.isman@arengario.net




in su pagina precedente

11 maggio 2001