
Il 26 maggio nessuno va al mare:
prima una mostra e poi a votare!
Tra Monza, Milano e dintorni, tra pittori vari, Asburgo, Marylin, c'è solo l'imbarazzo della scelta...
di Mauro Reali
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Pompeo Mariani
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Mario Schifano |
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Neoclassicismo Andrea Appiani
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I lettori dell'Arengario sanno che il 26 maggio è l'ultimo giorno utile per visitare la mostra, già recensita in questa sede, Pompeo Mariani. 1957-1927. Poesia della natura, fascino della mondanità, al Serrone della Villa Reale di Monza; così come sanno che un'altra mostra qui segnalata, Viaggio-incontro con Mario Schifano, all'Arengario, durerà solo fino al 2 giugno; e solo fino al 2 giugno è visibile pure per chi amasse la storia e le belle foto d'epoca, per lo più provenienti dall'Archvio Alinari l'esposizione Il secolo degli Asburgo (1848-1916), che ha sede proprio in quei fastosi saloni della nostra Villa Reale, edificata su iniziativa dei dominatori austriaci: un'occasione davvero da non perdere per chi volesse sapere qualcosa di più di CeccoBeppe e della mitica imperatrice Sissi! Non ci sono, dunque, seri motivi per lasciare Monza il 26 maggio, data elettorale, e muoversi alla volta di mare e montagna! È ben vero che stavolta voteremo anche lunedì mattina, ma si sa il lunedì si lavora pure...
Ci sono però altre stimolanti opportunità culturali limitrofe che consentono ai monzesi - con tutta calma di onorare il loro diritto-dovere di scegliere un sindaco di loro gradimento. Contrariamente al solito ho omesso le solite informazioni pratiche (orari, costi, cataloghi...), perché sono tutte, dalla rete o dai quotidiani, di facile reperimento; l'ho fatto per non appesantire il pezzo, ma anche perché l'ho controllato domenica 26 tutte queste mostre sono aperte!
Chi vuole, può dunque recarsi a Milano. A Palazzo Reale, infatti, c'è solo l'imbarazzo della scelta: la mostra sul Neoclassicismo, già descritta in questa sede qualche settimana fa, ma anche due esposizioni su temi più moderni. Accattivante davvero quella sull'arte americana contemporanea dal titolo New York Renaissance, e forse ancor più allettante già lo si intuisce dal titolo...- quella fotografica Douglas Kirkland, una notte con Marylin, ove la protagonista assoluta è la diva più diva del XIX secolo fotografata da un grande maestro dello scatto. Alla Fondazione Mazzotta, in Foro Buonaparte 50, si può invece visitare una bella rassegna dedicata al grande impressionista tedesco Ernst Ludwig Kirchner (fino al 9 giugno), mentre al Museo di Porta Romana, fino al 2 giugno, si ammira La Fornarina, celebre ritratto femminile di Raffaello.
Chi oserà invece tentare l'avventura domenicale sulla A4, sappia che a Bergamo, all'Accademia Carrara, l'esposizione dei cento dipinti della Collezione Rau. Da Beato Angelico a Renoir a Morandi, è stata prorogata proprio fino al 26 maggio; e che a Brescia, al Museo di Santa Giulia, solo fino al 2 giugno ammireremo i capolavori di Vincenzo Foppa, e di altri maestri del nostro primo Rinascimento.
Buone notizie anche per chi si dirigerà nel Varesotto, dove al Castello di Masnago è in corso la mostra Il ritratto lombardo, con dipinti dal Cinquecento al Settecento, e a Villa Menafoglio Litta Panza quella dal titolo Mecenati e Pittori, puntata invece sull'arte contemporanea: entrambe sono aperte fino al 16 luglio.
Ultima, stravagante, opportunità la offre il Comasco, perché a Cernobbio, Villa Bernasconi, sono esposti sino al 30 giugno quadri di un pittore davvero speciale come il poeta Eugenio Montale: non stupisce, allora, un titolo quale Parole e colori.
E quindi, prima di rincasare dopo la mostra prescelta, tutti alle urne! Anche se è forse superfluo ai lettori - monzesi e non ribadisco che da queste colonne vengono indicazioni di voto per i candidati di centro-sinistra. Dico questo perché molte delle iniziative culturali recensite nei miei articoli ad esempio a Monza o Milano sono state promosse col concorso di amministrazioni pubbliche di diverso orientamento, e ciò potrebbe sembrare in qualche modo contradditorio. Chi vi scrive è invece convinto che non esistano mostre di sinistra, più belle e politicamente corrette, ed altre di destra, di qualità inferiore; crede però che esista questa sì una politica culturale che deve essere propria delle giunte progressiste, fatta di continuità e costante progettualità e non di episodicità elettoralistica; e mi pare tornando a Monza che incoraggianti segnali in tal senso vi siano nel programma di Michele Faglia, tra le cui ottime proposte chiedo di dare una speciale attenzione per la valorizzazione del civico patrimonio museale oggi ma non da oggi assolutamente non fruibile. Avremo dunque un sindaco più sindaco, una cultura più cultura e un Museo Civico che sia oltre che un nome finalmente anche un luogo?
Mauro Reali
6 maggio 2002