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Antiquariato tra collezionismo, curiosità, cultura e… beneficienza!
di Mauro Reali

Hayez
Vi è da parte di molti certa diffidenza nei confronti delle mostre-mercato di antiquariato; diffidenza che – in alcuni casi – si rivolge alla attività stessa degli antiquari, visti – parlerò chiaro! – o come “mezzi imbroglioni”, oppure come venditori di oggetti inutili, carissimi, comunque estranei al modo e allo stile di vita della gente “comune”. Eppure, parallelalmente, proliferano un po' ovunque grandi manifestazioni antiquarie, salutate con grande successo di pubblico; pubblico che – vi assicuro – non è solo di ricchissimi petrolieri in cerca del “Canaletto”, o di magnati della finanza che debbono investire ad ogni costo: vi è anche tanta, tanta, gente “comune”. Faccio qualche esempio: Antiquari in Villa (6-14 aprile), Villa Castelbarco di Vaprio d'Adda (MI); The International Antiques Show (6-14 aprile) palazzo della Permanente, via Turati 34, Milano; Piacenza Antiquaria (6-14 aprile), Centro fieristico di Piacenza, che sono già in corso. Ma vi sono anche prossimi avvenimenti di un certo rilievo (ne cito solo qualcuno, geograficamente più vicino a noi…): Padova Antiquaria (20-28 aprile), Fiera di Padova; Milano Internazionale Antiquariato (11-19 maggio), Fiera di Milano, porta Metropolitana (vivamente raccomandato); Antiquariato Internazionale (30 maggio-9 giugno), piazza Montebello 1, Saluzzo… per tacere delle numerose iniziative che si svolgono al vicino Parco Esposizione di Novegro, un luogo assai frequentato dagli amanti delle antichità.
Ma a cosa è dovuto il successo di tutte queste iniziative, che – come si vedrà – sono fra loro assai diverse? In primo luogo al fatto che il 95 per cento di chi le visita, pagando un regolare biglietto d'ingresso, non ci va “a comprare” ma “a vedere” qualcosa (compreso chi vi scrive, purtroppo; ma se vinco al Totocalcio…). Faccio l'esempio dell' International Antiques Show che è in corso a Milano in questo periodo (si veda anche: www.milanoantiquesshow.com) : vi sono presenti solo 50 selezionatissimi antiquari da tutto il mondo (il top del top, dicono) che offrono agli occhi dei visitatori opere, tra gli altri, di Bernardo Strozzi, Canaletto, Picasso, Morandi, De Chirico, oltre a mobili, vetri, porcellane….; certo, i mercanti che li espongono non fanno beneficienza, e sperano che tra loro vi sia anche qualcuno che possa comprarli. Gli altri, però (noi altri…) le guardiamo ed impariamo, affiniamo il nostro gusto e comprendiamo che i nostri musei possiedono solo una parte del patrimonio artistico. Chi andasse invece in questi giorni a Vaprio d'Adda (si veda anche: www.villacastelbarco.com), ad esempio, potrebbe anche lasciarsi “tentare”, poiché i settanta espositori accanto a pezzi “da capogiro”, per qualità e prezzo, offrono anche qualche oggetto – di gusto tutt'altro che spregevole – dal costo abbordabile; stampe, disegni, mobili “etnici”, tappeti…possono infatti essere oggetto non solo della curiosità culturale, ma anche di piccole ambizioni collezionistiche.
Avventurarsi nel collezionismo è però impresa non da poco; i recenti fatti di cronaca che la televisione ci ha proposto (falsi sì, falsi no; televendite sì, televendite no…) hanno inoltre – giustamente – spaventato tutti. A questo proposito voglio invece segnalare alcune lezioni che sei tra i maggiori antiquari milanesi terranno nelle prossime settimane (in date dal 25 marzo al 6 maggio) proprio a chi voglia saperne “qualcosa di più” su stampe, quadri dell'Ottocento, maioliche, tappeti, libri ed argenti; lo faranno – stavolta sì – per beneficienza, a favore di Voglia di Vivere, associazione ONLUS, che lotta contro le malattie rare dei bambini, cui è riservato l'intero ricavato delle lezioni (25 € a lezione o 130 € tutte e sei; chi è interessato contatti pure Lorenza Salomon, anch'essa antiquaria, allo 02-76013142).
L'iter corretto, dunque, dovrebbe essere questo: seguire le lezioni (e intanto fare un po' di beneficienza!), facendosi una “cultura di base”; andare alle mostre antiquarie, vedendo e imparando molto e cercando di applicare la predetta “cultura di base”; giocare al Totocalcio o al Lotto; vincere, e… tornare l'anno prossimo alle stesse mostre, stavolta col libretto degli assegni! Attenzione: declino già da ora qualunque responsabilità per chi, nell'ansia di potersi comprare un Van Gogh, si rovinasse col videopoker!

Mauro Reali


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  8 aprile 2002