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Emanuele Luzzati alla Galleria Civica
Le Immagini della Fantasia quest'anno hanno raddoppiato: in contemporanea alla mostra all'Arengario, alla Galleria Civica è esposta l'opera di Emanuele Luzzati
di Mimina Bongioanni
Nato nel 1922 Lele Luzzati non è un uomo sopravvissuto a se stesso. Ha 82 anni ma non è un vecchio. Quando qualcuno gli parla ad un tono di voce un po' più alto del normale, con frasi un po' semplificate, punta gli occhi vivissimi con molto stupore sull'interlocutore e risponde nella sua splendida normalità, riportando al tema della sua arte applicata, così "normale" per lui, autore creativo anti retorico per eccellenza. Trae in inganno perché ricorda, a me, un omino di un cartone animato, Baltazar, miope al massimo e per questo apparentemente sbadato ma determinatissimo nel suo incessante fare e vagare. Ieri sera in Galleria Civica, rispondendo a domande - non è uomo da prolusioni accademiche ha raccontato ad un folto e affascinato pubblico, molto partecipe, anche di un suo incontro con Picasso di cui ha sottolineato l'aspetto di grande ricercatore e sperimentatore. Una cosa certo li accomuna. Pare che Picasso dicesse di sé: "Io non cerco, trovo". Luzzati certo ha trovato molto, prima di tutto la sua strada. Ci ha raccontato che da ragazzino aveva deciso che da grande avrebbe fatto non il pittore, che fa un'opera priva di utilizzo pratico, ma che si sarebbe dedicato all''arte applicata". A questa distinzione tiene molto e si vede. Scenografo, illustratore, ceramista, ha fatto vetrate, arte da strada, cartoni animati, murales, sagome in legno come statue o strumenti per il teatro delle ombre, marionette, con ogni tecnica e materiale purché non statico, non definitivo. Nella mia testa c'è, legata a lui, l'immagine del gioco, le mille sagome che ho ritagliato da bambina unendo poi i pezzi con le coppiglie (ci sono ancora?) così da avere figure animate. Ed è legato al dissacrare, all'uso scanzonato dei materiali, dei mostri sacri della cultura , al ribaltamento dei luoghi comuni. Valga per tutti il suo pulcinella, in lotta con la fame e con i pesci, con le "guardie" e i poteri ma che la sera va a letto guardando la sua bella . E si tengono la mano. Mimina Bongioanni
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