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GIROVAGANDO PER MOSTRE
I Miti Greci a Palazzo Reale di Milano
Affascinanti vasi e rari affreschi dalla Magna Grecia
di Mauro Reali


Pelike apula (anfora per vino o olio) - IV secolo a.C. - particolare

Tra gli elementi fondanti della nostra cultura e – dunque – anche della nostra civiltà ci sono senza dubbio i miti greci. Il fatto che questi facciano parte del nostro patrimonio collettivo è dimostrato non solo dalla loro presenza (soprattutto attraverso l'epica classica) nei nostri programmi scolastici; ma anche dal successo che hanno avuto di recente il film sulla guerra di Troia (Troy) e la riscrittura dell'Iliade di Omero ad opera di Alessandro Baricco, nonché dall'ansiosa attesa che c'è nella pubblica opinione per il prossimo kolossal su Alessandro Magno, che – pur se personaggio storico reale – è anch'egli col tempo diventato un mito.
Lasciando ora la Grecia “di carta” e “di cartapesta”, voglio invece parlare di una Grecia “di ceramica”, a proposito di una bella mostra che sarà visitabile fino al 23 gennaio a Palazzo Reale di Milano, cioè Miti Greci. Archeologia e pittura dalla Magna Grecia al Collezionismo.
Phiale apula - 330-310 a.C.
Essa ci ricorda infatti una cosa molto importante e cioè che gli antichi Greci, oltre la poesia epica, lirica e tragica hanno avuto un altro formidabile mezzo di veicolazione dei loro miti: i vasi. Infatti gli splendidi vasi dipinti che ornavano le case, le tombe, i templi dei Greci - sia della madrepatria e che delle ricche colonie - erano assai spesso decorati con soggetti mitologici; e ciò non dipendeva solo da ragioni estetiche, ma anche da ben più profonde motivazioni culturali, religiose e antropologiche. Gli dei e gli eroi, dunque, presenti sulle pitture vascolari, accompagnavano quotidianamente e sistematicamente gli uomini – con i loro esempi (positivi o negativi) e i loro valori (condivisibili o meno) – in modo che questi non potessero mai dimenticarsi di loro. A Milano sono ora confluite preziose collezioni “storiche” di vasi magnogreci - ancora in gran parte ignote al grande pubblico - i cui pezzi migliori si datano al V e IV secolo a.C., l'acme della pittura vascolare antica. Il cuore della mostra è rappresentato da alcuni esemplari della collezione Lagioia di proprietà della Regione Lombardia e della ricchissima raccolta già Caputi, appartenente oggi a Banca Intesa, nonché dall'esposizione di una parte della collezione Jatta di Ruvo di Puglia. È dunque l'arte delle colonie della Magna Grecia – dell'Apulia in particolare – a fare la “parte del leone” in questa esposizione; ed appunto su questi vasi apuli, meno “severi”, più “mossi” (e in qualche caso addirittura più colorati…) di quelli attici, vediamo il rapimento di Europa, l'amore di Arianna e Dioniso, Achille e la madre Teti, le imprese di Teseo, la tragica sorte di Medea…: una vera “enciclopedia mitologica” itinerante.

Tomba delle Danzatrici - affresco su tufo - V-IV secolo a.C.

Ma a Palazzo Reale vediamo anche – cosa rara davvero – qualche esempio della grande pittura greca ad affresco, con le magnifiche testimonianze della celebre Tomba delle Danzatrici da Ruvo di Puglia. Né manca una bella sezione sulle numerose forme di imitazione che, in epoche recenti (soprattutto il secondo Settecento), l'arte greca (fatta di vasi, ma non solo…) ha subito da parte di artisti che l'hanno considerata un esempio da emulare e – in qualche modo – “venerare”; la Grecia, dunque, viene vista in questi casi non più come creatrice di miti ma essa stessa come “mito” plurisecolare! Davvero strepitosi – tra gli altri pezzi “moderni” esposti – sono un gesso del Canova che rappresenta Ettore e una coppia di tavolini settecenteschi a mosaico di pietre dure, raffiguranti vasi greci italioti ed etruschi, che di solito sono alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze.
Insomma la mostra, curata dai due grandi archeologi Gemma Sena Chiesa ed Ermanno Arslan, e che ha visto il concorso organizzativo di numerosi Enti pubblici e privati (tra tutti il Comune di Milano, la Regione Lombardia, l'Università Statale di Milano, la Banca Intesa, che hanno agito col sostegno della Regione Sicilia e della Fondazione Cariplo), va senz'altro visitata; allo stesso modo è bene informarsi delle numerose attività collaterali ad essa, organizzate in tutta la Lombardia nell'ambito dell'iniziativa Il mito oltre il mito (informazioni al sito www.lombardiacultura.it); da ultimo, ricordo anche il catalogo Electa: come è nella tradizione di questo editore, il volume si distingue sia per l'alta qualità grafica che per il pregevole contenuto, cui hanno contribuito numerosi e qualificati studiosi.

Mauro Reali


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  8 novembre 2004