
GIROVAGANDO PER MOSTRE
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Le vie dell'avanguardia
Arte contemporanea: da Locarno a Lissone
di Mauro Reali
La mostra Le vie dell'avanguardia nelle collezioni della Città di Locarno. Da Arp e Picasso a Mirò e Appel, a Lissone, presso la Civica Galleria d'Arte Contemporanea, viale Padania 6, (18 aprile - 20 giugno 2004; info: www.comune.lissone.mi.it) è senz'altro tra le più interessanti iniziative relative all'arte contemporanea del nostro territorio, almeno per quanto concerne l'anno in corso.
Chi la visiterà potrà ammirare oltre settanta opere, selezionate da Flaminio Gualdoni e Luigi Cavadini, tra le quali dipinti, sculture, arazzi, opere su carta, in una vasta panoramica che si estende su quasi tutto il Novecento e che propone artisti di grande rinomanza. Artisti i cui capolavori appartengono oggi al patrimonio della città svizzera di Locarno, ove sono giunti anche grazie ad una vivace attività collezionistica, che ha dato luogo a importanti donazioni e lasciti: menzione particolare meritano la Donazione Jean e Marguerite Arp (che prende le mosse dalla collezione del grande artista Jean Arp) e il Lascito di Nesto Jacometti (comprendente la collezione di questo raffinato ed eclettico stampatore).
Ma chi sono i grandi in mostra a Lissone? Sono grandi davvero, poiché si va dall' avanguardia parigina d'inizio secolo (Pablo Picasso, Georges Braque, Fernand Léger, Henri Matisse, Pierre Bonnard, André Derain, Jacques Villon, Henri Laurens, Alberto Magnelli, Ossip Zadkine, Gino Severini), alla grande stagione del dadaismo e del surrealismo (Jean Arp, Joan Mirò, Max Ernst, Francis Picabia, Kurt Schwitters, Sophie Taeuber-Arp, Willi Baumeister, Jonny Friedlaender, Wilfred Lam, Meret Oppenheim, Hans Richter), alla grande astrazione nata intorno al Bauhaus (Theo Van Doesburg, Fritz Glarner, Camille Graeser, Jean Gorin, Friedrich Vordemberge-Gildewart, Sonia Delaunay, Johannes Itten, Richard Paul Lohse, Josef Albers, Julius Bissier, Alexander Calder) e all'arte informale del dopoguerra (Karel Appel, Corneille, Maurice Estève, Camille Bryen, Jean Lurçat, Alfred Manessier, Zoran Antonio Music, José Ortega, Italo Valenti, Zao Wou Ki, Edouard Pignon, Gérard Schneider, Gustave Singier, Varlin).
Mi pare dunque che non ci sia che l'imbarazzo della scelta
Certo, come sempre capita quando si assiste ad esposizioni che in qualche modo si possono ricondurre originariamente a diverse collezioni private, le opere esposte possono non avere tutte la medesima qualità o il medesimo interesse storico-artistico: sono però uno straordinario specchio della temperie culturale e del gusto di un certo ambiente, in questo caso della colta e ricca Locarno. E poi (non vorrei essere frainteso
) di bei quadri ce ne sono davvero tanti e tra questi segnalo puro gusto personale! l'intero corpus picassiano, una straordinaria incisione di Matisse e un Severini (Arlecchino e Pedrolino, 1962) di qualità davvero notevole. Quasi inutile, da ultimo, ricordare l'entità particolarmente significativa (sia quantitativamente che qualitativamente) delle opere di Jean Arp.
Inoltre, lasciatemelo dire, riempie il cuore solo l'idea che, proprio nel cuore di quella Brianza che nell'immaginario collettivo è fatta solo di mobilifici e fabbrichette, ci sia un vero e proprio centro culturale del livello della Civica Galleria d'Arte Contemporanea di Lissone. Ma, credetemi, il cuore si riempie ancora di più se la visiterete, constatando di persona la solare luminosità di uno spazio espositivo paragonabile ai più belli e funzionali che esistono in altri paesi europei.
Mauro Reali
27 aprile 2004