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Visita a casa Renoir
di Mauro Reali


La maison de Renoir

Cagnes-sur-Mer, a metà tra le più famose Nizza e Cannes, è nota per le sue spiagge affollate e gradevoli, ma anche perché nella sua parte alta (Haut-de-Cagnes) vi sono alcune vestigia medievali della presenza di quei Grimaldi che ora reggono il vicino Principato di Monaco. Meno nota ai più, proprio nella zona collinare vicina alla parte alta di Cagnes, la presenza della magnifica residenza che vide gli ultimi dodici anni della vita del grande Pierre Auguste Renoir (1841-1919). Immersa in una distesa di ulivi e di altri fiori tipicamente provenzali e mediterranei, vi è ancora - infatti - la casa-studio di Renoir (visita a pagamento, chiusa il martedì), ove egli, anziano, dipingeva afflitto dall'artrite e produceva opere assai diverse da quelle più tipicamente "impressioniste" degli anni precedenti.

Intendiamoci, le forme femminili opulente e classicheggianti e i paesaggi dall'ampia pennellata (nella villa di Cagnes restano dieci belle tele) sono l'esito di un'evoluzione esistenziale (Parigi è lontana!) e stilistica oltre che il prodotto di difficoltà tecniche nella pittura; la presenza nella villa anche di sculture (tra le quali una grande Venere bronzea in giardino)
ragazza al bagno
ci indica però come egli andasse alla ricerca di modi espressivi che gli rendessero più facile superare i limiti imposti dall'età e dalla malattia. Insomma, i pur splendidi originali del maestro, le tele degli amici Bonnard e Dufy, le foto e gli oggetti personali conservati nella villa sono pervasi da un alone di malinconia, dalla quale è però bello farsi coinvolgere.
La stessa malinconia, forse, del grande Renoir che si legava i pennelli alle mani per poter dipingere e - dal balcone della sua casa - vedeva di lontano il blu del mare che fungeva da sfondo al verde degli ulivi. La stessa malinconia, forse, allietata dallo stesso paesaggio, che Picasso provava negli ultimi - pur attivissimi - anni, trascorsi a Mougins, a pochi passi da qui. È come se i grandi della pittura moderna e contemporanea (l'elenco potrebbe infatti allungarsi), avessero cercato in Costa Azzurra il luogo naturale per andare a finire i loro giorni. E a chi dovesse chiedersi il perché di tali scelte, consiglio di recarsi in questi luoghi, magari – perché no? – durante le prossime vacanze di Natale: saranno le forme e i colori del paesaggio a dare la giusta risposta.

Mauro Reali



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  12 dicembre 2003