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GIROVAGANDO PER MOSTRE
Ancora mostre ad Albissola Marina
di Mauro Reali

Fiori e Dame
Sono ormai talmente tante le mostre (Guido Tallone, Vanni Viviani, Francesco Petrollo) recensite sull'Arengario nate dalla collaborazione tra lo spazio Atelier Michela Savaia, via Repetto 10, Albissola Marina (Savona) e lo Spazio Cultura di Milena Milani, Cortina d'Ampezzo, che è quasi inutile ricordare quanto chi scrive apprezzi il lavoro di questa giovane galleria ligure; dunque, poche premesse, perché i nostri lettori sanno di cosa si parla. Finita da poco l'esposizione Regards, fatta di acquarelli e ceramiche del grande maestro Serge Vandercam (non ne abbiamo fatta menzione, ma non sempre si può “girovagare per mostre” tra Lombardia e Liguria!), è già in atto un nuovo interessante evento: la mostra Fiori e Dame di Roberto Panichi, fino al 28 febbraio. Nato nel 1937 a Cuneo, ma da tempo residente a Firenze, Panichi è pittore colto e raffinato, già allievo di Primo Conti all'Accademia delle Belle Arti e vicino poi a Pietro Annigoni; noto è il suo amore per Dante, che lo ha portato a dipingere opere di grande successo negli U.S.A., finite poi al William Bentos Museum of Art di Storrs, Connecticut. Le belle dame e gli affascinanti i fiori di questa mostra albissolese sono resi con un tratto severo, deciso - “espressionistico”, dunque – ma nel contempo sembrano avere una forte valenza simbolica ed evocativa; d'altra parte è proprio Panichi ad avere redatto nel 2000 un Manifesto dell'Espressionismo Simbolico Formale.

Disegni di Francesca Cassanello
A poca distanza da qui, sempre ad Albissola, è ancora in corso l'esposizione Opere su carta, presso la galleria d'arte - Art Shop “Anna Osemont”, già recensita sull'Arengario. Nel negozio di moda che fa riferimento alla galleria (Via Repetto, 45), si possono invece ammirare fino al 31 gennaio disegni di abiti fatti negli anni Cinquanta dalla stilista e costumista ligure Francesca Cassanello, in una bella mostra dal titolo Quattro passi negli Anni Cinquanta. Disegni per rivista di Francesca Cassanello. Interessante davvero l'iniziativa, che ci mostra in modo assolutamente chiaro come arte e lavoro possano trovare forme di eccellente simbiosi. Dove finisce l'opera d'arte (il disegno) e dove comincia il frutto del lavoro (il vestito)? Difficile dirlo. Forse, per capirlo, è necessario rinunciare a vecchi stereotipi e pensare che non si tratti di due realtà distinte: anche il lavoro può essere arte e un vestito può essere specchio della cultura del tempo come e più di una tela dipinta. Cosa sarebbero stati – ad esempio - gli anni Sessanta se oltre ai Beatles, alla Pop Art e alla Guerra Fredda non avessero avuto la minigonna? Tra l'altro, fra tutte le cose citate, è questa l'unica che sia rimasta fino a oggi! Le eleganti figure della Cassanello, infatti, “profumano” di Dopoguerra, Nilla Pizzi e pionieristica televisione…
Non uno, dunque, ma due buoni motivi culturali per un week-end ad Albissola!

Mauro Reali



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  21 febbraio 2003