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GIROVAGANDO PER MOSTRE
Le ultime del 2002; e l'anno prossimo ?
Qualche suggerimento per orientarsi, almeno in Lombardia “e dintorni”
di Mauro Reali

Domenico Induno
Domenico Induno
La stagione passata – a Milano e in Lombardia – è stata eccezionale per quanto concerne le mostre d'arte. Basti pensare solo alle esposizioni milanesi a Palazzo Reale (Il Neoclassicismo, Picasso, New York Renaissance…), ai paesaggi italiani mozzafiato esposti al Palazzo Te di Mantova, e – per restare a Monza – a Pompeo Mariani al “Serrone” (mostra davvero straordinaria), a Mario Schifano all'Arengario, agli Asburgo alla Villa Reale: la nostra testata le ha tutte ampiamente documentate, insieme con molte altre che qui – per questioni di brevità – ora non ricordiamo.
Le indiscrezioni per la nuova stagione non sono altrettanto eclatanti, e sui quotidiani (Corriere, Repubblica…) da tempo si discute sui “tagli di spesa” che il Comune di Milano – ovvio punto di riferimento degli appassionati lombardi - ha fatto nel settore cultura. Credo però che non ci si debba scoraggiare, né lasciarsi andare ad eccessivo pessimismo, perché talora mostre meno altisonanti e “reclamizzate” possono riservare piacevoli sorprese; tutto ciò fermo restando il fatto che vorremmo vedere – comunque e ovunque – investire più denaro in queste iniziative. Faccio dunque seguire, i soliti – più o meno personali o faziosi – suggerimenti.
Chi vuole restare a Monza, troverà al “Serrone” fino al 20 ottobre le opere del pittore Trento Longaretti (da martedì a domenica ore 12-20), mentre all'Arengario dal 29 settembre al 13 ottobre si terrà un omaggio a Franco Rognoni (da martedì a domenica ore 12-20); in contemporanea vi è invece alla Galleria Civica la personale di Nora Roitberg (da martedì a domenica ore 15-19) .
Spostandosi fino a Milano, però, alla Fondazione Mazzotta dal 19 settembre al 17 novembre (chiusura al lunedì) ci si può imbattere niente meno che in Pierre Auguste Renoir e la luce dell'impressionismo, mostra che – si dice – se non presenta grandi capolavori offre comunque molte ottime realizzazioni del maggior maestro dell'Impressionismo.
Volendo andare poi fino a Mantova, a Palazzo Te, non si dimentichi che fino all'8 dicembre è visitabile La celeste galleria dei Gonzaga. Il museo dei duchi di Mantova, tra Mantenga, Rubens e Guido Reni, straordinario spaccato del gusto collezionistico e del mecenatismo culturale dei celebri signori di Mantova: se alla mostra, poi, si associano tortelli di zucca, salumi e torta sbrisolona si può ben dire che “vale il viaggio”. Attenti però alla coda e all'affollamento, che pare esser notevole (alla mostra di certo, ai ristoranti non so…)!
Altro – per ora – che “valga il viaggio” in Lombardia non lo vedo; lo vedo però nella vicina – si fa per dire – Svizzera. Vicina è infatti Rancate, nel Canton Ticino, ove dal 12 settembre al 1 dicembre (chiusura al lunedì) si può visitare alla “Pinacoteca Züst” Intorno agli Induno, mostra dedicata ai due celebri fratelli – Gerolamo e Domenico – pittori tra i maggiori del nostro Ottocento: essi amarono, da buoni romantici, dipingere la realtà di tutti i giorni e i momenti topici del nostro Risorgimento. Vicina e parimenti ticinese è pure Ligornetto, il cui “Museo Vela” ospita fino al 17 novembre A fior di pelle. Il calco sul vero nel secolo XIX, mostra davvero singolare e difficilmente ripetibile. Meno vicina è invece la svizzera Martigny, ma l'esposizione che vi si può visitare è di quelle che si ricordano: fino al 19 novembre presso la Fondation Pierre Gianadda è infatti aperta una retrospettiva dedicata a Berthe Morisot (Bourges 1841-Parigi 1895). Raffinata e colta borghese, allieva del grande Corot, ella si avvicinò in seguito al gruppo degli Impressionisti prima come modella di Eduard Manet, poi come vera e propria “collega” dei più famosi Degas, Pissarro, Sisley, Renoir, alle cui esposizioni partecipò assiduamente: dipinse per lo più scene di vita borghese e splendidi, sentiti, paesaggi, che ora sono visibili in largo numero a Martigny. Andateci, dunque, se potete!
Per ora mi fermo qui, esimendomi da altre anticipazioni o suggerimenti, che lascio per un prossimo articolo.

Mauro Reali


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  15 settembre 2002