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GIROVAGANDO PER MOSTRE
Fiori e ritratti del pittore dei "sciuri"
Guido Tallone in mostra ad Albissola Marina
di Mauro Reali

Ritratto di Isabella
Chi avesse letto – qualche mese fa – la mia recensione alla mostra sulla "Milano borghese" (Quando i cumenda erano i cumenda) già si è imbattuto in Guido Tallone (Bergamo 1894 – Alpignano, Torino, 1967) come ritrattista della borghesia milanese. Ora è possibile vedere splendide opere di Tallone – di proprietà della famiglia Rizzoli, anzi della "Collezione Ljuba Rizzoli, Montecarlo" – in una bella mostra ad Albissola Marina (Savona) presso il "giovane" spazio Atelier Michela Savaia, Via Repetto 10, mostra realizzata in collaborazione con lo Spazio Cultura di Milena Milani, Cortina d'Ampezzo. La rassegna si protrarrà fino al 19 settembre, e lo ripeto, è bella davvero; e la sorpresa è di quelle che fanno piacere perché se le Albisole (Albisola Superiore e Albissola Marina, sì una con una "s" sola e l'altra con due) sono celebri nel mondo per le loro ceramiche (ne torneremo a parlare sull'Arengario), oltre che per essere spiagge classiche di piemontesi e lombardi, stanno mostrando di recente un significativo lievito culturale: ma torniamo a Tallone. Le opere esposte ad Albissola sono il frutto dell'attività del nostro nella villa di Angelo Rizzoli a Cap Ferrat negli anni Sessanta, in compagnia della moglie Ljuba e della figlia Isabellina, che ritrasse – entrambe – mirabilmente, ad olio od a matita. Sono appunto questi i ritratti che si possono vedere all' Atelier Michela Savaia, mossi, inquieti, figli della tradizione della Scapigliatura lombarda ma anche del migliore Impressionismo; opere di qualità, ben di più che ritratti "d'occasione" dipinti sotto la mecenatesca ala di un cumenda. D'altronde Guido – figlio del grande professore all'Accademia di Brera Cesare Tallone – aveva respirato pittura fin da bambino, e dipingere fu per lui una vera e propria "joie della pittura", come ha scritto Vittorio Sgarbi nella presentazione del Catalogo (a cura di Milena Milani, Spazio Cultura Edizioni). Accanto ai ritratti vi sono pure bei paesaggi e tanti, tanti fiori: tra tutti, davvero splendidi dei rami di fiori di pesco con uno sfondo marino solo apparentemente semplice, ma in realtà che lascia intravedere movimenti e luci mozzafiato. Non so perché (o forse lo so…) ho pensato a De Pisis e alla nuda vivacità di certe sue composizioni floreali…Indovinato dunque il titolo della mostra albissolese Fiori, mare e ritratti, visitabile con ingresso libero e con orari per lo più pomeridiani (chiuso il lunedì); se doveste trovarla chiusa, entrate nel vicino bar "storico", il Testa (la cui saletta è curata dall'artista Michela Savaia) e vi daranno informazioni. Finisco ora il "pezzo" con due considerazioni, tra loro diverse ma che mi stanno a cuore. La prima è di ordine artistico, ed è l'auspicio che l'attività dell' Atelier Michela Savaia (mediante la collaborazione con lo Spazio Cultura di Milena Milani di Cortina d'Ampezzo) possa ancora regalarci mostre di tale livello: l'aspettiamo al varco. La seconda è che i lettori dell'Arengario – magari in quei paraggi in ferie o per un week-end - visitino questa esposizione, accompagnandola con una bella cena di pesce in qualche vicino ristorante, oppure (consiglio da intenditore, che bazzica da anni questi luoghi) con una rustica mangiata "di terra" (ravioli, lumache, coniglio…) nelle trattorie del verdissimo, vicino entroterra.

Mauro Reali


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  14 agosto 2002