
GIROVAGANDO PER MOSTRE
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Le donne di Toulouse-Lautrec
alla Fondazione Mazzotta di Milano
di Mauro Reali
Fino al 27 gennaio si può visitare alla Fondazione Mazzotta di Milano una mostra di grandissimo interesse, dal titolo Le donne di Toulouse-Lautrec (chiusura lunedì); interesse che si può già intuire dal nome altisonante del pittore, uno dei mostri sacri dell'arte moderna europea. Henri de Toulouse Lautrec è infatti da tutti riconosciuto come il pittore della belle époque, epoca sì bella (almeno in apparenza
), ma dove la frenesia edonistica per il lusso, il divertimento, il piacere sensuale, sembra abbia avuto in sé anche un'angoscia presagio delle sciagure del secolo breve? per l'approssimarsi del Novecento. Ed egli condivise, in tutto e per tutto, le contraddizioni di quest'epoca di passaggio: aristocratico, eppure pittore; di famiglia austera, eppure amante della trasgressione e dedito all'alcoolismo; fisicamente deforme, eppure capace con la sua arte di evocare bellezza. Le 122 opere qui esposte, tra dipinti (pochi, invero e non eccelsi), disegni (dal tratto finissimo), litografie (molte e davvero eccezionali, così come le clamorose affiches pubblicitarie), sono relative appunto alle donne da lui dipinte, per lo più sfrenate ballerine del Moulin Rouge, oppure lascive prostitute dei numerosi bordelli della Parigi di allora: ambienti entrambi dal pittore assai bene conosciuti. Eppure non ci si deve aspettare un'arte intrisa di vitale erotismo, o di facile vouyeurismo: inviterei invece chi visiterà la mostra a guardare gli occhi di ballerine e prostitute; vi scorgerà uno sguardo dolente, talora tendente alla vacuità di una noia conseguente a gesti stancamente ripetitivi (il ballo, il sesso
), talora tendente all'angoscia, come se vi emergesse una coscienza non già dell'immoralità, ma del degrado, dell'alienazione della loro condizione. Condizione invero marginale (si direbbe oggi
), cui anche se da altra posizione sociale partecipava anche il pittore, soprattutto in virtù della deformità fisica e negli ultimi anni di vita della sifilide che aveva contratto. Tra le scene del balletto, dunque, o tra le lenzuola sfatte di una casa di piacere Toulouse-Lautrec prima che ballerine e prostitute raffigura donne; e come tali Henri - prima di dipingerle - le aveva viste durante i suoi contatti personali con loro, da uomo anch'egli, prima che da pittore. Spettatore e ballerina, cliente e prostituta, pittore e modella, uomo e donna
; ruoli, dunque, che si mescolano e confondono e che trovano nell'arte se è di questo livello una sintesi superiore, difficilmente eguagliabile.
Mauro Reali
I siti sulla mostra: www.mazzotta.it
www.rcs.it/mimu/scelta/011012_toulouse/
19 dicembre 2001