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GIROVAGANDO PER MOSTRE
A Palazzo Reale, tra Canova e Balla
Due mostre eccezionali in contemporanea a Milano
Mauro Reali


Canova - le Tre Grazie
Canova - le Tre Grazie - particolare

Oltre a quella dedicata al pittore Francis Bacon, che chiuderà il 29 giugno e che recensirò prossimamente, al Palazzo Reale di Milano si possono visitare, fino al 2 giugno, due mostre eccezionali (maggiori info su: www.comune.milano.it/palazzoreale).
La prima si intitola Canova alla corte degli Zar ed è curata, sotto il profilo scientifico, da due illustri studiosi come Sergeij Androsov, direttore del dipartimento dell'Arte Europea dell'Ermitage, e Fernando Mazzocca, professore all'Università di Milano, che è uno dei massimi studiosi mondiali dell'arte neoclassica. Si possono ammirare opere scultoree acquistate dagli Zar di Russia (e soprattutto dal filo-italiano Nicola I) ed ora conservate all'Ermitage di San Pietroburgo.

Canova - la danzatrice con le mani sui fianchi
danzatrice con le mani sui fianchi
Canova - l'amorino alato
amorino alato
Canova - la Maddalena penitente
la Maddalena penitente

La presenza di ben sette opere di Canova, tra cui quattro capolavori assoluti come la Le Grazie, la Danzatrice con le mani sui fianchi, l'Amorino alato e la Maddalena penitente, e di altrettanti capolavori, tra cui alcuni inediti, come Le Ore Danzanti di Finelli, la Flora e la Psiche svenuta di Tenerani, l'Amore che abbevera le colombe di Bienaimé, la Ninfa dello scorpione di Bartolini, il Bacchino malato di Dupré - che verrà per la prima volta confrontato con il famoso Bacchino (noto anche come l'Ammostatore) di Bartolini - rende questa mostra un evento davvero speciale. Tra l'altro, il “neoclassico” Palazzo Reale sembra davvero la sede ideale per questa esposizione: chi scrive già aveva visto Le Grazie in terra di Russia, ma deve ammettere che l'emozione della “seconda volta” è stata maggiore. Merito dell'ottimo allestimento, della buona illuminazione, oltre della suggestione derivante dalla visione - dalle finestre - di scorci della “mia” città, che è stata senz'altro tra le capitali del Neoclassicismo europeo.

***

Balla - Elisa sulla porta
Elisa sulla porta - 1904
la giornata dell'operaio
la giornata dell'operaio - 1904

A pochi metri, si cambia epoca ma non diminuiscono le emozioni. Infatti in occasione del cinquantenario della morte di Giacomo Balla (1° marzo 1958) Palazzo Reale presenta una retrospettiva sul grande maestro del Futurismo curata da Giovanni Lista, Paolo Baldacci e Livia Velani. Tra l'altro l'evento – come è noto a tutti – avviene anche in concomitanza con il centenario del Manifesto Futurista, redatto nel 1909. L' intento è quello di riesaminare l'opera di questo grande protagonista dell'avanguardia italiana, che fu artista, progettista, inventore, fotografo, pubblicitario, attore di teatro e di cinema, scultore e pittore; e il “campo di interesse” delle mostra è cronologicamente assai ampio, poiché si spazia dal 1900 al 1929, dall'esperienza divisionista di Balla fino agli entusiasmanti anni del Futurismo. E tra i vortici, le turbolenze, i dinamismi e i cromatismi di Balla è facile perdersi, non meno che davanti alle candide statue del Canova.

Balla - frastuono + velocità
frastuono + velocità - 1914
la giornata dell'operaio
pessimismo e ottimismo - 1923

Volete un consiglio? Visitate entrambe le mostre, una dopo l'altra, magari prima “elettrizzandosi” col Futurismo, e quindi “placandosi”, “sublimandosi” attraverso il Neoclassicismo. Così ho fatto io e – lo ammetto (e lo ripeto) – ne ho provato grande soddisfazione.
Ultima nota: ottimi entrambi i cataloghi, editi da Federico Motta (Canova) e Skirà (Balla), davvero due “pezzi” di mostra da portarsi a casa. Una pre-visita ai siti delle due mostre non guasta, eccoli:
- www.mostracanova.it
- www.mostraballa.it

Mauro Reali


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  12 marzo 2008