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Una Monza inedita
le foto di Riccardo Tagliabue alla Galleria Marco Monti
di Mauro Reali
I fotografi, se sono bravi, ci aiutano a vedere aspetti inediti anche di luoghi, cose, persone che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni. E anche una città come Monza, che quotidianamente si presenta ai suoi abitanti con le sue multiformi caratteristiche (dal brutto del traffico e dello smog, al bello del parco e dei suoi monumenti ), può riservare gradite sorprese se riletta dall'obiettivo di un grande fotografo come Riccardo Tagliabue, del quale la Galleria Marco Monti di Via Volta 17 ha in corso una bella mostra, intitolata Sguardi su Monza. Due parole sull'autore, anzitutto, tratte pari pari dal suo sito web (www.riccardotagliabue.com): Riccardo Tagliabue è nato a Milano il 16 maggio 1968. La passione per la fotografia lo ha portato a realizzare diversi servizi fotografici in tutto il mondo: dall'Europa agli Stati Uniti, dall'Australia al Sud Africa. Con la sua macchina fotografica ha saputo immortalare i più grandi campioni del motociclismo, realizzando diversi libri e collaborando con le maggior teste internazionali. Anche nella moda sono moltissimi gli scatti pubblicitari importanti realizzati, compresa la realizzazione del calendario di Miss Argentina Veronica Sigari, testimonial di Infostrada. Nel 1997 ha vinto l'Euro Press Photo Awards Italiano, rappresentando la sua nazione ad Istanbul.
Veniamo ora alla mostra, che Marco Monti ha voluto ospitare nel nuovo e suggestivo Spazio Eventi della sua Galleria (www.montiartecornici.com ), del quale già abbiamo parlato su questa testata. Che sguardi su Monza ci propone, Tagliabue? Sguardi su monumenti e luoghi che ogni monzese ha bene in mente, ma che qui assumono come prima anticipavo una luce del tutto particolare. È difficile (e inutile, soprattutto!) descrivere le foto, ma ci proverò con qualcuna. Ad esempio i Giochi d'acqua, dove la Villa Reale è per così dire deformata da un getto d'acqua ad esse antistante, mentre in Omaggio Reale la Villa è solo uno sfuocato sfondo al suo rigoglioso roseto.
Che dire del Duomo, quasi integro in Dom, ed invece vivisezionato in Controluce (se ne vedono le guglie) e in Trifora, un nome che già dice tutto. Lo stesso destino di rilettura selettiva è toccato all'Arengario, con i suoi Campanili e l'Ora antica, che ne illustra l'orologio E potrei andare avanti con il ponte dei Leoni, il Tribunale, la Via Carlo Alberto etc., ma mi soffermo solo su un'altra foto, che per me è la migliore di tutte, per le suggestioni che evoca. Si tratta di Vocazione, dove l'austera statua in bronzo di San Carlo Borromeo con tanto di aureola e crocifisso si staglia con lo sfondo delle guglie baroccheggianti di Santa Maria degli Angeli. Ha un che di inquietante, questa immagine; evoca infatti ombre controriformistiche, ricorda la peste che ha colpito la Lombardia durante il Seicento, appare a chi la guarda come una reliquia di un pesante passato incastonata nella leggerezza del presente. Complimenti davvero al fotografo, perché ci sa dare tali emozioni; ma complimenti anche alla famiglia Monti, per le luminose cornici a specchio da loro realizzate che danno la giusta luce e la necessaria profondità a queste fotografie, che gli appassionati potranno ammirare (ed eventualmente acquistare) nelle prossime settimane. Mauro Reali
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