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L'America dell'età dell'oro
Le sculture di Saint-Gaudens al Museo Vela di Ligornetto (CH)
di Mauro Reali
La mostra, ideata dal Trust for Museum Exhibitions, Washington e dal Saint-Gaudens National Historic Site, Cornish, New Hampshire, è curata da Gianna A. Mina, direttrice del Museo Vela. Di Augustus Saint-Gaudens si conoscono per lo più i monumenti pubblici agli eroi della Guerra Civile americana e gli straordinari e raffinati ritratti a rilievo. Tra i monumenti pubblici si segnalano, oltre al toccante Shaw Memorial (1897) realizzato in onore del mitico 54° Reggimento Massachusetts e del suo comandante Robert Gould Shaw una composizione di sapore epico che comprende i primi ritratti di soldati afro-americani in scultura , la statua del presidente Abraham Lincoln per Chicago (l887); il Monumento all'ammiraglio David Farragut (1881) per New York, nonché quello tardo al Generale Sherman, di grande impatto e profonda introspezione psicologica, inaugurato nel 1881: è in quest'opera che appare una delle più belle raffigurazioni allegoriche della Vittoria che mi sia capitato di vedere.
Strepitosa davvero è anche la Diana newyorchese (1894-95), la cui classica e armoniosa nudità contrasta con il suo modernamente precario equilibrio. Queste opere monumentali sono rappresentate in mostra attraverso bozzetti, riduzioni e studi. Accanto a questa produzione eroica e patriottica troviamo bellissimi ritratti a rilievo, spesso di grande formato, di artisti e intellettuali, di amici e conoscenti, di adulti e bambini, ma anche di committenti di prestigio internazionale, dai quali emerge la grande sensibilità dell'artista nel trattamento della superficie materia - quasi questi fossero dipinti realizzati con il bronzo - come pure nella sottile resa psicologica dei ritrattati
Se è quasi scontato che un Museo dedicato ad uno scultore il grande Vincenzo Vela abbia un'ovvia vocazione verso mostre di scultura, non è davvero consueto imbattersi in esposizioni di tale interesse e così alta qualità; e, soprattutto, che ci insegnino qualcosa che non sappiamo, o che consociamo poco. Per carità gli Impressionisti sono sempre gli Impressionisti e non stupisce (né mi scandalizza troppo) che ogni anno il respiro internazionale delle mostre italiane sia soprattutto appagato dai loro quadri Però il classicismo moderno (è quasi un ossimoro, no?), il patriottismo senza retorica, il raffinato psicologismo dell'arte dell'americano Saint-Gaudens, mi hanno davvero portato a respirare un'aria prima quasi ignota: in questo i nostri vicini ticinesi ci hanno davvero dato una bella lezione di come ci si possa direi ci si debba sprovincializzare in modo innovativo e intelligente. Mauro Reali
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