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GIROVAGANDO PER MOSTRE
L'America dell'età dell'oro
Le sculture di Saint-Gaudens al “Museo Vela” di Ligornetto (CH)
di Mauro Reali


Shaw Memorial

Shaw Memorial, particolare
Il Museo “Vela” di Ligornetto (info: www.museo-vela.ch), nel vicino Canton Ticino, vale da sé una visita, sia per le belle sculture che ospita sia per lo splendido contesto architettonico e paesaggistico che offre: ma non mi dilungo su ciò, perché già ne ho parlato nelle recensione di un mostra – originale e raffinata - sul rapporto tra Winckelman e l'Egitto. Altrettanto originale e non meno raffinata è quella ora in corso, dedicata al grande scultore Augustus Saint-Gaudens (1848-1907), il più significativo scultore dell'Età d'Oro americana.
La mostra, ideata dal Trust for Museum Exhibitions, Washington e dal Saint-Gaudens National Historic Site, Cornish, New Hampshire, è curata da Gianna A. Mina, direttrice del Museo Vela.
Di Augustus Saint-Gaudens si conoscono per lo più i monumenti pubblici agli eroi della Guerra Civile americana e gli straordinari e raffinati ritratti a rilievo. Tra i monumenti pubblici si segnalano, oltre al toccante Shaw Memorial (1897) realizzato in onore del mitico 54° Reggimento Massachusetts e del suo comandante Robert Gould Shaw una composizione di sapore epico che comprende i primi ritratti di soldati afro-americani in scultura –, la statua del presidente Abraham Lincoln per Chicago (l887); il Monumento all'ammiraglio David Farragut (1881) per New York, nonché quello tardo al Generale Sherman, di grande impatto e profonda introspezione psicologica, inaugurato nel 1881: è in quest'opera che appare una delle più belle raffigurazioni allegoriche della Vittoria che mi sia capitato di vedere.

la Vittoria   Diana

Strepitosa davvero è anche la Diana newyorchese (1894-95), la cui classica e armoniosa nudità contrasta con il suo “modernamente precario” equilibrio. Queste opere monumentali sono rappresentate in mostra attraverso bozzetti, riduzioni e studi. Accanto a questa produzione eroica e patriottica troviamo bellissimi ritratti a rilievo, spesso di grande formato, di artisti e intellettuali, di amici e conoscenti, di adulti e bambini, ma anche di committenti di prestigio internazionale, dai quali emerge la grande sensibilità dell'artista nel trattamento della superficie materia - quasi questi fossero dipinti realizzati con il bronzo - come pure nella sottile resa psicologica dei ritrattati

altorilievo

Se è quasi scontato che un Museo dedicato ad uno scultore – il grande Vincenzo Vela – abbia un'ovvia “vocazione” verso mostre di scultura, non è davvero consueto imbattersi in esposizioni di tale interesse e così alta qualità; e, soprattutto, che ci “insegnino” qualcosa che non sappiamo, o che consociamo poco. Per carità – gli Impressionisti sono sempre gli Impressionisti – e non stupisce (né mi scandalizza troppo) che ogni anno il “respiro internazionale” delle mostre italiane sia soprattutto appagato dai loro quadri… Però il classicismo moderno (è quasi un ossimoro, no?), il patriottismo senza retorica, il raffinato psicologismo dell'arte dell'americano Saint-Gaudens, mi hanno davvero portato a “respirare” un'aria prima quasi ignota: in questo i nostri “vicini” ticinesi ci hanno davvero dato una bella lezione di come ci si possa – direi ci si debba – “sprovincializzare” in modo innovativo e intelligente.

Mauro Reali


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  20 giugno 2006