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ARTE  
Luigi Ricci
Architetto e pittore
di Vittorio Bellini

Luigi Ricci

Luigi Ricci, Luis nei suoi quadri
L'Arengario, la grande sala liberata dalla struttura che ha accompagnato, anche oltre, le manifestazioni giubilari per le quali era stata pensata, ha recentemente ospitato la mostra di LUIGI RICCI (I918 - 1999), architetto e pittore. Si dovrebbe meglio dire il "suo" Arengario, da lui restaurato, che proprio grazie a una sua geniale soluzione, per tanti anni ha assolto la doppia funzione di museo archeologico e spazio per mostra temporanee.
Milanese. monzese d'adozione, per trent'anni all'Ufficio tecnico comunale, ha improntato del suo stile razionale e funzionale l'edilizia pubblica di Monza: oltre 60 edifici tra scuole, uffici e residenze, la Biblioteca civica.
Dalle pareti, ora tornate a dialogare liberamente nel respiro del grande spazio, disegni, progetti e una significativa scelta dei dipinti mettono in luce le sue qualità di artista appassionato colto e fecondo. Da una parte sensibile e attento a coniugare felicemente razionalità funzionalità ed economicità d'impianto e gestione con una lucida pulizia dei volumi e di ogni elemento edilizio; dall'altra, a chiudere nei limiti invalicabili della pagina dipinta, emozioni e ricordi reali e onirici, riminiscenze storiche fiabesche mitologiche e letterarie: città viste e restituite nelle loro trionfali emergenze e nelle più umili sequenze ad accompagnare vie deserte, a coronare il vuoto metafisico delle piazze: il deserto degli spazi urbani. e la vita dentro case abitate ad ogni finestra. a anche il cavallo di Troia e la monaca di Monza... tanto altro di sognato immaginato desiderato, trasfigurato, spesso in chiave giocosa o sottilmente ironica. Prevale la figura femminile, intera e più spesso al busto, statuaria nel nudo come nell'abbigliamento e nell'acconciatura.
Le cattedrali preziose, 1976

Le cattedrali preziose, 1976
Chi l'ha conosciuto e avuto per fraterno amico coglie anche nelle opere, oltre cultura passione serietà e magistero, le umane incontenibili passioni, la sua grande ingenua umanità.
L'allestimento, scandito sulla sequenza dei pieni e dei vuoti delle pareti, dimostra ancora una volta quanto si possa fare in attesa di un valido flessibile sistema espositivo che sappia coniugare il rispetto della sala alla valorizzazione del materiale in mostra per il quale tuttavia si vorrebbe fin d'ora una rigorosa severa selezione, consona al prestigio dell'ambiente.

Vittorio Bellini



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  agg. 11 aprile 2001