
GIROVAGANDO PER MOSTRE
 |
Antonello da Messina, un gigante del Quattrocento
di Mauro Reali
 |
| San Gerolamo nello studio (da Web Gallery of Art) |
Ci sono almeno due buoni motivi perché io non possa fare la recensione della mostra che apre in questi giorni a Roma alla Scuderie del Quirinale dedicata al grande Antonello da Messina e cosi intitolata (info al sito: www.mostraantonellodamessina.it). Il primo e più ovvio - è che non l'ho ancora visitata; il secondo è invece legato alla recensione (ma è riduttivo chiamarla così, perché è quasi un saggio) che Pietro Citati ha scritto su Repubblica del 18 marzo 2006, dal titolo Antonello scienziato dell'anima. Da questo lungo pezzo emergono infatti tanta dottrina e tanta passione che non possono non pervadere chiunque voglia parlare di questa mostra di un forte senso di inadeguatezza
.: vale senz'altro la pena di leggerlo. Così come sono certo valga la pena di visitare l'esposizione romana, la più completa mai organizzata sull'opera del più enigmatico dei pittori del nostro Quattrocento. In Antonello (1430- ca. 1479), infatti, la grande lezione dei maestri fiamminghi (e di Van Eyck in particolare), tesa all'analisi minuta, calligrafica, della natura e della persona umana, convive con il classicismo e l'armonia delle forme di Piero della Francesca, dando vita a esiti sorprendenti. E accanto ai suoi ritratti, alle sue crocifissioni e annunciazioni (emozionante l'azzurro del velo della Vergine di quella oggi a Palermo, dipinta per la chiesa di Palazzolo Acreide) che provengono da varie parti del mondo segnalo soprattutto tre capolavori: l'Ecce Homo, del Metropolitan di New York, il Cristo alla colonna, del Louvre, il San Gerolamo nello studio, della National Gallery di Londra. A questa serie aggiungo il San Sebastiano di Dresda, per il quale il termine capolavoro è anche riduttivo: a lungo creduto di Giovanni Bellini (ma invece firmato dal Maestro messinese) è sì un coloratissimo quadro, ma nel contempo quasi una scultura (incredibile la plasticità del corpo del santo) e un cimento architettonico, dato il contesto paesaggistico-prospettico in cui la scena è ambientata. Ci vedi dentro Van Eyck, Piero, Bellini; ci percepisci la natura e la cultura, la fede e il classicismo, la realtà e la finzione; insomma, tutta l'arte di un pittore che forse, quando concluse quest'opera, era prossimo a chiudere la sua breve vita.
Mauro Reali
 |
| San Sebastiano - Dresda (da Web Gallery of Art) |
 |
| Cristo alla colonna - particolare (da Web Gallery of Art) |
|
5 marzo 2006
|