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Viaggio in Oriente al Serrone monzese
In mostra la collezione del patriota Enrico Cernuschi
di Mauro Reali
Enrico Cernuschi, chi era costui? Devo ammettere che prima della mostra della quale ora vi dirò, non lo sapevo proprio. Sì, è vero, scavando nella memoria il suo nome forse salta fuori come uno dei tanti protagonisti minori del nostro Risorgimento, offuscato però dalla fama ingombrante dei vari Garibaldi, Mazzini, Cavour Ma che dietro la sua personalità di patriota celasse anche una carriera di banchiere internazionale di successo, e cosa che ci interessa di più - una passione collezionistica per oggetti d'arte orientale (che oggi costituiscono il Museo Cernuschi di Parigi), no, questo non lo sapevo proprio.
Ma ragioniamo con ordine. La mostra è al Serrone della Villa Reale di Monza, durerà fino al 19 febbraio 2006, e si intitola Viaggio in Oriente. L'avventura di Enrico Cernuschi (1821-1896); deriva da un'iniziativa congiunta del Comune di Monza e della Regione Lombardia, in collaborazione con il Museo Cernuschi di Parigi e il Comune di Milano, nonché con l'apporto di alcune sponsorizzazioni. Il bel catalogo, curato da Rosanna Pavoni, è pubblicato dall'editore Federico Motta. Cosa apprendiamo, dunque su questa eclettica figura ottocentesca? Egli fu milanese, ma d'origine familiare monzese, anche se fuor di campanilismi lo potremmo davvero definire cittadino del mondo. Patriota repubblicano, lo troviamo con Cattaneo sulle barricate delle Cinque Giornate di Milano nel 1848 e poi a Roma a condividere coi mazziniani l'effimera esperienza della repubblica. Ma ognuno lo sa fu poi l'ala monarchica del nostro Risorgimento a trionfare, e il Cernuschi prese la strada della Francia, dove pur con qualche incidente di percorso (nel 1869 subì un breve esilio per avere avversato un plebiscito di Napoleone III) visse a lungo, con un invidiabile successo economico e professionale: fu, tra l'altro, uno dei fondatori della prestigiosa banca Paribas.
Non solo, tra il 1871 e il 1873 (gli anni della Comune parigina), fu artefice di un Gran Tour dell'Oriente (Cina, India, Giappone), durante il quale acquisto e spedì a casa di tutto: da fotografie, a libri illustrati, a preziosi bronzi, a raffinate porcellane. D'altronde se il Settecento fu il secolo che portò in Italia la nobilità europea a riscoprire le proprie radici greco-romane, il viaggio in Estremo Oriente appagava invece il gusto pionieristico dell'alta borghesia dell'Ottocento. Molti degli acquisti esotici di Cernuschi (donati poi alla Città di Parigi e organizzati in una struttura museale) sono oggi al Serrone: se non ne menziono nessuno, in particolare, è perché la mostra va vista davvero nel suo insieme, come indizio del gusto di un uomo e della sua epoca. Credo che perdere tale occasione sarebbe un grave errore per chiunque sia curioso e dotato di una qualche sensibilità artistica, poiché al contrario di molte altre esposizioni, pure eccellenti, di arte nostrana qui si possono ammirare pezzi davvero inconsueti per i nostri musei. Andare al Serrone sarà un po' come andare anche noi in Oriente con Cernuschi; e ciò ci ricorderà l'alto magistero artistico di quella cultura, frutto di un'epoca ancora lontana dalla follia tecnologica dell'odierno Giappone e dall'impressionante frenesia capitalistico-comunista della Cina dei nostri giorni. Mauro Reali NB Tutte le illustrazioni sono tratte dal sito sulla mostra
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