
MOSTRE A MONZA
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Arte e graffiti
Il murale di Milwaukee al Serrone della Villa Reale
di Franco Isman
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| Il murale di Milwaukee al Serrone della Villa Reale - foto Fr.I. |
Dal 1° aprile al 1° luglio un evento eccezionale al Serrone della Villa, recentemente ristrutturato nei suoi impianti ed attrezzature di sicurezza e di condizionamento proprio per renderlo adatto ad entrare nei circuiti delle mostre internazionali di alto livello.
L'inaugurazione con l'esposizione del murale di Milwaukee di Keith Haring che per la prima volta lascia gli Stati Uniti ed approda alla Villa, prima tappa di un tour europeo.
La mostra è stata fortemente voluta dall'amministrazione ed in particolare dall'assessore alla cultura Annalisa Bemporad ed è stata resa possibile dal coinvolgimento della Provincia di Milano, dall'intervento di numerosi sponsor e dall'affidamento dell'allestimento ad Alef cultural project management.
Keith Haring, nato nel 1958 in Pennsylvania (lo stesso Stato di Andy Warhool), arriva a New York a vent'anni, in tempo per partecipare alla stagione dei graffitisti scoppiata agli inizi degli anni Settanta quando diventa una vera e propria emergenza che costringe la municipalità di New York a spendere qualcosa come cinquanta milioni di dollari in otto anni in interventi di pulizia dei muri e delle carrozze della metropolitana e la Transit Police ad arrestare ben settemila giovani nello stesso periodo (notizie tratte da un saggio di Gianni Mercurio, curatore della mostra del 2005 su Keith Haring alla Triennale, sul catalogo della stessa).
Ma il fine di Haring non è certo quello di segnare il territorio ed il suo tratto si distingue nettamente dallo stile dei writers. Piuttosto risente dall'arte dei fumetti assorbita dal padre, disegnatore di cartoons, e si riallaccia all'arte primitiva africana. Haring appartiene alla beat generation, le sue opere vengono di regola realizzate in un continuum, spesso addirittura in una sola performance e sono ispirate dalla musica e talvolta dall'influsso di sostanze psichedeliche. Siamo negli anni della massima libertà sessuale e Haring profeticamente dichiara che se non avesse preso lui l'AIDS, non l'avrebbe preso nessuno. Morirà di AIDS nel 1990 a 32 anni.
E' già dai primi anni Ottanta che Keith Haring sfonda e diviene via via universalmente noto. Nel 1983 Curtis L.Carter invita Haring a dipingere un murale per la recinzione del cantiere dello Haggerty Museum della Marquette University di Milwaukee, allora in costruzione. Haring accetta con entusiasmo ed esegue il lavoro soltanto dietro rimborso delle spese di vitto e alloggio. Il murale resta sul posto per soli tre mesi ma ottiene un successo di pubblico assolutamente eccezionale svolgendo in modo superiore a qualsiasi aspettativa la sua funzione di far conoscere la nascita del nuovo museo, a Milwaukee e non soltanto.
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| Haring mentre dipinge il murale |
Quando ci incontriamo all'aeroporto racconta Carter, allora direttore del museo ed ora curatore della mostra Haring è entusiasta del progetto e pronto a mettersi immediatamente al lavoro. Passiamo dal negozio di ferramenta locale
per comprare il colore. Per i contorni delle immagini sceglie della vernice nera ed il Day-Gio di colore arancione brillante, a 45 dollari al gallone, destinato riempire gli spazi interni.
Ha appena il tempo di iniziare a dipingere che si è già radunata una piccola folla
La realizzazione del murale si trasforma presto in una performance con Haring al centro della scena
giornalisti della televisione della radio e della carta stampata
e la reazione di Haring è quella di dipingere nel murale un televisore con le ali
Al murale si attribuisce particolare importanza - dice ancora Carter perché realizzato agli inizi della carriera dell'artista quando il suo stile rispecchiava ancora tutta la freschezza dei disegni della metropolitana di New York e la schietta vitalità della metropoli.
Poi esposizioni in tutto il mondo, murales a Sidney, Melbourne, Rio de Janeiro, Minneapolis, Manhattan ed uno eretto sul prato della Casa Bianca, poi donato al Children's Hospital di Washington. Poi di tutto e di più: quadri su tela, sculture in acciao vivacemente colorato, arabeschi sul corpo della modella Grace Jones, animazioni pubblicitarie ed eventi di tutti i generi.
Il murale di Milwaukee, dipinto su pannelli in truciolare, è alto circa 2,40 metri ed è lungo 30 metri, leggermente a scalare in quanto il terreno originario era in leggera pendenza. Considerando che anche la parte posteriore è affrescata, sia pure con simboli ripetuti, la sua sistemazione richiede un vasto spazio ed il Serrone risulta particolarmente adatto ad ospitarlo.
Oggi presentazione alla stampa con sindaco, assessore, il curatore della mostra Curtis L.Carter ed il critico Enrico Mascelloni, assenti gli assessori provinciali per una contemporanea riunione della giunta: prolusioni, visita al murale (e il sindaco ha assicurato che, a scanso di equivoci, terrà la squadra anti-graffiti lontana dalla mostra), ricco buffet (gli sponsor pagano
).
Una critica ? Le scuole dovrebbero poter visitare la mostra gratis e così non è.
Comunque vale un viaggio !
Franco Isman
La mostra resterà aperta dal 1° aprile al 1° luglio
da martedì a giovedì 10-13 / 14-19
venerdì 10-13 / 14-22
sabato e domenica 10-20 continuato
lunedì chiuso
biglietti: intero 5,00, convenzioni 4,00, ridotti 3,00
28 marzo 2007
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